Festival Spaziomusica. Domani 3 settembre al Conservatorio di Cagliari in scena alle 18 il progetto “Piano Hero” e alle 19 “Flux” di Maria Gilda Gianolio
Festival Spaziomusica Orbitae 2026,
domani tra pianoforte, elettronica
e nuove dimensioni dell’arpa
Al Conservatorio di Cagliari alle 18 “Piano Hero” di Stefan Prins
con Daniele Fasani e Massimo Marchi.
Alle 19 Maria Gilda Gianolio presenta “Flux”,
con due prime esecuzioni assolute
Venerdì 4 settembre Sergio Sorrentino con “Glass Guitar”
e la performance audiovisiva “Hantavirus”.
Sabato la ricerca di “Sounding Algorithms”
e cinque nuove composizioni per clarinetti ed elettronica.
Dal pianoforte che dialoga con la propria immagine virtuale all’arpa proiettata dentro le possibilità dell’elettronica. Prosegue esplorando due differenti relazioni tra strumento, interprete e tecnologia la 45ª edizione del Festival Spaziomusica Orbitae 2026, che domani, giovedì 3 settembre, propone al Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari altri due appuntamenti del suo primo ciclo di concerti.
Alle 18 sarà presentato “Piano Hero” di Stefan Prins, con Daniele Fasani al pianoforte e Massimo Marchi alla live electronics e alla regia del suono, in collaborazione con Agon. Alle 19 sarà invece protagonista Maria Gilda Gianolio con “Flux”, concerto per arpa ed elettronica realizzato in collaborazione con Icarus Ensemble, con un programma che comprenderà anche due prime esecuzioni assolute.
Due concerti molto differenti che proseguiranno il percorso tracciato nei primi giorni di Orbitae: un’indagine sulle trasformazioni della pratica musicale contemporanea e sulle possibilità che nascono quando la presenza fisica dell’interprete e il suono acustico dello strumento incontrano elettronica, immagini e dispositivi tecnologici.
- Tra interprete reale e dimensione virtuale: “Piano Hero”
Ad aprire la giornata, alle 18, sarà dunque “Piano Hero” di Stefan Prins, progetto per pianoforte, midi keyboard, live cameras e live electronics.
Al centro della performance ci sarà Daniele Fasani al pianoforte, mentre Massimo Marchi curerà live electronics e regia del suono. Il progetto, presentato in collaborazione con Agon, costruirà un ambiente nel quale la performance strumentale entrerà in relazione con telecamere dal vivo, dispositivi elettronici e dimensione audiovisiva.
La presenza reale dell’interprete e quella mediata dalla tecnologia diventeranno così parti dello stesso spazio performativo. Il pianista si confronterà non soltanto con lo strumento e con la scrittura musicale, ma anche con la propria rappresentazione e con la trasformazione tecnologica della sua presenza.
“Piano Hero” porterà quindi dentro Orbitae una delle questioni che attraversano il programma di questa quarantacinquesima edizione: il rapporto tra corpo reale e sua estensione tecnologica, tra l’azione concreta dell’interprete e le possibilità di moltiplicazione, trasformazione e ridefinizione aperte dai dispositivi digitali.
Un territorio che si inserisce naturalmente nella traiettoria del festival, dove la tecnologia non viene considerata come semplice elemento aggiunto alla musica, ma come parte del processo compositivo e performativo.
- Alle 19 l’arpa di Maria Gilda Gianolio
Dalla relazione tra pianoforte, immagini ed elettronica si passerà alle 19 a un differente incontro tra strumento acustico e tecnologia. Maria Gilda Gianolio presenterà “Flux”, concerto per arpa ed elettronica, realizzato in collaborazione con Icarus Ensemble.
Il programma attraverserà lavori di Jacob TV, Salvatore Iaia, Maurizio Azzan e Agnese Menguzzato, mettendo in relazione differenti esperienze della composizione contemporanea e riservando uno spazio particolare alla nuova produzione.
Saranno infatti due le prime esecuzioni assolute della serata: “Papilla” di Salvatore Iaia e “Final Scene” di Agnese Menguzzato.
Accanto ai due nuovi lavori, Maria Gilda Gianolio interpreterà “Perfect Person” di Jacob TV, “Dove tutto è stato preso II” di Maurizio Azzan e ancora di Jacob TV “Cities Change the Songs of Birds”.
L’arpa, strumento dalla storia secolare e dall’identità timbrica immediatamente riconoscibile, verrà così collocata in un contesto nel quale la dimensione acustica incontrerà quella elettronica. Il concerto attraverserà differenti modalità di relazione tra lo strumento, la scrittura e la tecnologia, confermando quella pluralità di approcci che costituisce uno degli elementi centrali del programma di Orbitae.
Anche la presenza di due prime assolute ribadisce una delle linee storiche dell’attività di Spaziomusica: non soltanto presentare il repertorio contemporaneo, ma creare uno spazio nel quale nuove composizioni possano trovare interpreti, pubblico e occasione di esecuzione.
- Il 4 settembre “Glass Guitar” e “Hantavirus”
Il festival proseguirà venerdì 4 settembre, sempre al Conservatorio di Cagliari. Alle 18 Sergio Sorrentino presenterà “Glass Guitar”, performance multimediale per chitarra elettrica e live looping dedicata alla musica di Philip Glass, nella quale l’esecuzione dal vivo entrerà in relazione anche con la dimensione video.
Alle 19 sarà invece la volta di “Hantavirus”, performance audiovisiva per contrabbasso, batteria ed elettronica con Emiliano Amadori, Graziano Galletti, Roberto Musanti e Roberto Zanata, costruita attraverso stratificazioni sonore, elettronica, interferenze elettromagnetiche, frequenze gravi e frammenti organici.
Sabato 5 settembre “Sounding Algorithms” e cinque prime assolute
La prima settimana del festival al Conservatorio si concluderà sabato 5 settembre. Alle 18 si aprirà “Sounding Algorithms – Day 1”, spazio dedicato ai progetti dottorali e alla relazione tra ricerca musicale e tecnologia, con “AY-3-8910” di Stefano Guzzetti e “ADSR–ICF/DSM: un nuovo sistema di composizione intermediale” di Riccardo Di Fiandra.
Alle 19 Raffaele Bertolini e Nicola Bertolini presenteranno “Elettronica per clarinetti”, concerto con cinque prime esecuzioni assolute: “La Nostalgia Del Centro” di Umberto Bombardelli, “Cronistoria di un Viaggiatore Sedentario” di Giovanni Michelangelo D’Urso, “Silenziose ombre leggere” di Anna Gemelli, “Hidrofobia del metal” di Marcela Pavia e “Codice0” di Anna Maria Federici, con Damiano Meacci alla live electronics.
Si chiuderà così il primo segmento del programma di Orbitae 2026 al Conservatorio. Il festival riprenderà l’11 settembre al MAP – Make Arts Possible, dove alle 19 il chitarrista Luca Micheletto presenterà “Cammei contemporanei” e alle 20 gli artisti polacchi Małgorzata Dancewicz e Krzysztof Pawlik – Inire proporranno “Places 1.1”, performance audiovisiva site-specific realizzata in collaborazione con il Goethe-Institut.
- Quarantacinque edizioni di ricerca
Nata nel 1982 da un’idea del compositore Franco Oppo, l’Associazione Spaziomusica porta avanti da oltre quarant’anni un percorso dedicato alla ricerca, alla produzione, alla didattica e alla promozione della musica contemporanea e d’avanguardia.
La 45ª edizione del festival porta il titolo “Orbitae”, immagine scelta per raccontare generi, tecnologie, pratiche artistiche e persone che gravitano attorno a differenti nuclei di innovazione, incrociando le proprie traiettorie e generando nuove possibilità di relazione.
Iniziato il 31 agosto, il programma proseguirà a Cagliari fino al 29 settembre tra il Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, il MAP – Make Arts Possible e lo IED di Cagliari, attraversando musica acustica ed elettronica, live electronics, performance audiovisive, installazioni, ricerca e innovazione digitale.
Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 è finanziato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cagliari.
Gli appuntamenti del programma principale del Festival Spaziomusica hanno un costo di 2 euro per singolo concerto. I biglietti sono disponibili nei luoghi degli spettacoli e progressivamente online sulla piattaforma Evients e attraverso il profilo dell’Associazione Spaziomusica.
Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 è finanziato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cagliari.
IL FESTIVAL – L’Associazione Spaziomusica nasce nel 1982 per volontà del compositore Franco Oppo, figura di riferimento della musica contemporanea internazionale, e da oltre quarant’anni rappresenta un presidio culturale riconosciuto nel panorama regionale e nazionale. La sua storia è testimoniata da numeri eloquenti: più di cinquecento concerti, duecento complessi ospitati, circa trecento tra direttori e solisti di livello internazionale e oltre millecinquecento composizioni firmate da più di seicento autori del Novecento e contemporanei. Tra queste figurano oltre trecento prime esecuzioni assolute e più di duecento prime italiane, a conferma della vocazione del festival come luogo di scoperta, produzione e sperimentazione. Giunto nel 2026 alla quarantacinquesima edizione, Spaziomusica ha sviluppato nel corso della sua storia una presenza che, da Cagliari, ha raggiunto numerosi centri dell’isola, portando in Sardegna protagonisti della scena musicale nazionale e internazionale e consolidando la propria identità come laboratorio di ricerca sonora e di dialogo tra le arti. L’attività del festival continua a muoversi tra musica scritta e improvvisazione, ricerca acustica ed elettronica, aprendosi alle trasformazioni del paesaggio sonoro contemporaneo e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Un percorso che si concretizza attraverso produzioni originali, laboratori, attività didattiche, convegni e seminari, mantenendo allo stesso tempo un’attenzione particolare per le peculiarità della Sardegna, dalla lingua al paesaggio naturale fino ai suoni della tradizione, esplorati e rielaborati attraverso progetti specifici. La ricerca più recente punta alla produzione di lavori inediti capaci di attraversare l’avanguardia musicale nelle sue molteplici declinazioni, dalle esperienze multimediali ed elettroacustiche alle contaminazioni con altri linguaggi espressivi, mettendo in relazione suono, corpo, movimento, gestualità, immagini e tecnologie digitali. Una vocazione che trova una nuova sintesi nella 45ª edizione, “Orbitae”, dove l’immagine delle orbite richiama proprio il movimento di generi, tecnologie, pratiche artistiche e persone attorno a differenti nuclei di innovazione: traiettorie che si incontrano, si influenzano reciprocamente e generano nuove possibilità per la creazione musicale contemporanea.
