CRONACA

Baby gang a Chinatown, pestaggio e dileggio su wechat per un diciassettenne

Pasquale Petrella

Baby gang a chinatown imita i grandi della mafia e si vanta su wechat. La denuncia è arrivata alla compagnia dei carabinieri di Montemurlo ma i fatti si sono svolti a Prato. Un diciassettenne orientale è stato prelevato in una sala biliardi da quattro connazionali tre minorenni e un diciottenne, portato in un vicino garage e pestato a sangue. Ha riportato la frattura del setto nasale con trenta giorni di prognosi. Una volta ricoverato in ospedale è stato raggiunto,  fotografato e dileggiato su wechat: “aveva i soldi per comprarsi la bici ma non per pagare il suo debito. Ed ecco la giusta punizione che ha ricevuto”. Un messaggio mafioso indirizzato più agli altri della comunità che alla vittima del pestaggio.  

La vicenda è nata circa un anno fa quando il diciassettenne aveva inavvertitamente danneggiato il casco di un “amico”  che gli aveva chiesto di risarcirlo. Il casco aveva un valore commerciale di  un paio di centinaia di euro e il danno era cosa lieve. Il diciassettenne non avendo disponibilità economica non aveva pagato e la cosa sembrava finita li, anche perché l’amico non aveva insistito più di tanto. Successivamente il casco è passato di proprietà e chi  lo ha comprato ha ricevuto in dote anche il presunto debito del diciassettenne.  E così, all’improvviso, il nuovo proprietario si è presentato nella sala biliardi dove si trovava il diciassettenne e spalleggiato da tre amici, gli ha chiesto di rientrare dal debito che nel frattempo, a un anno di distanza, era diventato di 3.500 euro con gli interessi che la baby gang sosteneva che fossero maturati e dovuti. Una cifra esorbitante rispetto allo stesso valore del casco. Il diciassettenne  avrebbe ripetutamente dichiarato di non avere tutti quei soldi e così la baby gang lo ha invitato a seguirli fuori dal locale. E’ stato portato in un vicino garage e pestato a sangue con numerosi pugni e calci al volto che gli hanno provocato la frattura del setto nasale. Il diciassettenne è tornato a casa ed è rimasto dolorante in camera sua per tutto il  giorno finché il padre non è andato a vedere come mai non uscisse. Portato in ospedale è stato ricoverato in via precauzionale e quando la baby gang lo ha saputo hanno mandato un emissario a fotografarlo. La foto è finita su wechat come trofeo della baby gang che si è vantata di averlo pestato a sangue perché non aveva pagato il debito e che la stessa cosa sarebbe successa a  chi   avesse seguito il suo esempio. 

Il diciassettenne è stato accompagnato dal padre dai carabinieri di Montemurlo e prima ha presentato denuncia per le lesioni, minacce e il tentativo di estorsione e due giorni dopo, quando è spuntata la foto su wechat, è stata presentata la nuova denuncia per gli eventuali reati che ravviserà  la procura chiamata ad indagare. La prognosi del giovane è di 30 giorni salvo complicazioni.