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Cino Cino: se “Ti Cola il Trucco”, la maschera cade (e meno male). La recensione del brano

Diciamocelo, il famoso crying make-up è l’ennesima prova che oggi tutto deve sembrare “bello”, anche quando si sta soffrendo. Andrea Careddu, che dopo i Magar si è preso i suoi spazi come Cino Cino, con “Ti cola il trucco” fa l’esatto opposto: prende quel mascara che scivola e lo usa per raccontare la verità. Il pezzo è una dedica a quelle che lui chiama “persone-bussola”, quegli amici o partner che non scappano con il ghosting appena vedono che non sei al 100%, ma restano lì a guardarti negli occhi mentre perdi i pezzi.

Il suono è esattamente quello che serve a un testo così: un pop rock asciutto, quasi nudo, che non ha bisogno di batterie campionate pesanti o di troppi synth per colpirti. Si sente che Careddu bazzica i palchi da vent’anni; la sua voce è sicura, non deve urlare per convincerti. È un brano che parla di burnout e di quanto sia faticoso stare al passo con un mondo che ti vuole sempre “acceso”, ma lo fa con una delicatezza che non diventa mai melensa. Alla fine, “Ti cola il trucco” è un invito a fregarsene dei filtri e a tenersi strette quelle tre o quattro persone che sanno chi siamo quando le luci si spengono. Un bel modo per chiudere l’anno e ricordarci che restare umani è ancora l’unica mossa che conta.