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Deadmau5 contro David Guetta: la verità sulla lite per il palco copiato

Nel mondo iper-tecnologico dell’EDM, dove i decibel contano quanto i pixel, il confine tra ispirazione e plagio è sottile come un cavo patch. La vicenda che ha visto protagonisti deadmau5 e David Guetta non è stata solo una banale lite tra superstar, ma il momento esatto in cui lo scontro tra due filosofie opposte della musica elettronica è esploso davanti a milioni di follower. Da una parte Joel Zimmerman, il “topo” canadese che ha fatto del design ingegneristico e del rigore tecnico il suo dogma; dall’altra David Guetta, il re Mida del pop-dance, capace di trasformare ogni serata in un kolossal da arena.

Tutto ha avuto inizio quando le prime immagini del nuovo show di Guetta al Pacha di Ibiza hanno iniziato a circolare in rete. Al centro della scena campeggiava una struttura geometrica che richiamava in modo fin troppo esplicito l’iconico “Cube” di deadmau5, il monolite LED che ha ridefinito il concetto di live visual negli anni Duemila. La reazione di Zimmerman non si è fatta attendere, arrivando come un proiettile digitale via Twitter: un misto di sarcasmo e disprezzo tecnico che ha accusato il collega francese di aver “preso in prestito” un’idea senza averne né la competenza né la visione. Ma la critica non si è fermata alla sola estetica. In quella stessa occasione, Guetta scelse di portare in scena dei cavalli veri, scatenando l’ira dei puristi e degli animalisti, offrendo a deadmau5 il fianco per un attacco frontale sulla mancanza di creatività e sul cattivo gusto.

Nonostante il rumore mediatico e le minacce verbali di azioni legali, la battaglia non si è mai spostata nelle aule di tribunale. Il motivo è tecnico quanto legale: nel mondo dello show design, brevettare una forma geometrica o un concetto scenografico è un’impresa quasi impossibile. Tuttavia, il “processo” si è celebrato nel tribunale dell’opinione pubblica, dove la vicenda è diventata il simbolo di una frattura insanabile tra chi vede il palco come un laboratorio di innovazione e chi lo interpreta come un palcoscenico per il puro intrattenimento. Quella che molti hanno archiviato come una semplice denuncia via social è stata, in realtà, la difesa estrema di un’identità artistica: deadmau5 non stava proteggendo solo dei LED, ma l’idea che l’elettronica debba essere prima di tutto una sfida all’ingegno, non una replica sbiadita di successi altrui. Ancora oggi, quel botta e risposta rimane una lezione su quanto sia pericoloso, nell’era della riproducibilità tecnica, confondere il citazionismo con la copia conforme.

Michael B DJ

Chi sono? Sono Michael, un DJ e producer che ha trovato nella musica un modo per comunicare con il mondo. Sono riuscito a trasformare la passione per la musica elettronica in una carriera, vincendo vari concorsi e firmando contratti con etichette discografiche in Italia e all’estero. Le mie produzioni spaziano dalla house alla techno. Ho avuto l’opportunità di collaborare con radio in tutto il mondo e dal 2016 mi dedico al mio programma radiofonico, B-Tronic. Continuo a esplorare nuove sonorità e a condividere la mia visione musicale, raccontando una storia attraverso ogni DJ set, ogni traccia e ogni articolo scritto qui all'”Edicola delle Notizie”.

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