Festival Spaziomusica. Da Sylvano Bussotti ai tagli sonori di Krzysztof Pawlik, il suono come energia in trasformazione (martedì 14 ottobre) al Ghetto di Cagliari
Prosegue a Cagliari, negli spazi del Centro Culturale Il Ghetto, la seconda settimana di Clusters – Festival Spaziomusica 2025, la rassegna dedicata alla musica contemporanea, alla sperimentazione audiovisiva e alle nuove frontiere del suono. Fondato da Franco Oppo nel 1982 e oggi diretto da Sandro Mungianu, il festival continua a essere uno dei principali laboratori italiani di ricerca e produzione musicale, un luogo dove la memoria delle avanguardie si confronta con le più recenti declinazioni del linguaggio elettronico e multimediale.
Oggi, martedì 14 ottobre, il cartellone offrirà due appuntamenti che attraversano memoria, scrittura e visione, mettendo in dialogo passato e presente in forme radicalmente contemporanee. Alle 18.30 sarà l’Ensemble Icarus a dare vita a R A R A, performance per chitarra elettrica, tastiera e mixed media ispirata a uno dei lavori più enigmatici e sperimentali di Sylvano Bussotti. Il concerto prende le mosse da Rara (film), rielaborandone il materiale visivo attraverso un nuovo montaggio frammentato e perturbante, che trasforma le immagini in figure archetipiche sospese tra allegoria e inconscio. La partitura, scritta da Bussotti anni dopo la pellicola, si distingue per la sua natura estemporanea e per la rinuncia a un segno univoco, preferendo collage, ironia e libertà assoluta. Sullo sfondo risuona il pensiero di Roland Barthes, evocato nel titolo: il “testo scrivibile” come romanzo senza romanzo, come apertura infinita di possibilità, come flusso che rifiuta ogni fissazione critica o ideologica. R A R A diventa così un’esperienza estetica che sfida i confini tra musica e cinema, collocandosi in quello spazio fertile dove l’arte smette di essere prodotto per tornare a essere energia in trasformazione.
Un’ora più tardi, alle 19.30, il testimone passerà a Krzysztof Pawlik con Cut-ups, performance audiovisiva costruita a partire da frammenti visivi marginali, scarti di viaggi e luoghi dispersi, recuperati e rimontati in tempo reale. Immagine e suono, manipolati dal vivo, diventano materia di una narrazione non lineare che mette al centro il tempo e la sua trasformazione. L’eco della tecnica del cut-up di William Burroughs attraversa il lavoro come suggestione teorica e poetica: “quando tagli il presente, il futuro si riversa fuori”. Da questi tagli emergono il desiderio di ritorno, l’impossibilità della ripetizione e l’esperienza del cambiamento che trasforma ogni memoria in qualcosa di nuovo e mai identico. Cut-ups è dunque un viaggio nell’instabilità, dove la continuità si spezza e si rigenera come frequenza sospesa, come suono che nasce nel momento stesso in cui si produce. Il progetto è stato realizzato con il sostegno di una borsa di studio del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.
La programmazione proseguirà mercoledì 15 ottobre con una serata che metterà a confronto due visioni radicali del suono contemporaneo: la libertà assoluta dell’improvvisazione e la trasposizione artistica di fenomeni scientifici cosmici. Alle 18.30 sarà protagonista tellKujira, quartetto formato da Ambra Chiara Michelangeli alla viola, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Guerri al violoncello e Stefano Calderano alla chitarra. Nato nell’autunno del 2020, il gruppo si muove tra contemporaneo, elettronica, art rock e free jazz, costruendo paesaggi sonori che oscillano tra astrazione, ipnosi e frammentazione. La loro musica nasce dall’improvvisazione ma evolve come processo di ricomposizione deliberata, intrecciando timbri industriali, poliritmi e stratificazioni ambient.
A seguire, lo spazio del Ghetto si trasformerà in un osservatorio cosmico con Gravitational Waves, performance ideata dal fisarmonicista Raffaele Damen e dal compositore elettronico Roberto Zanata. L’opera prende spunto dalle onde gravitazionali, traducendo in suono e immagine i dati dell’interferometro Virgo e i fenomeni celesti da esso rilevati. La fisarmonica diventa laboratorio acustico capace di evocare, con i battimenti dei registri e i movimenti del mantice, il comportamento del laser che misura le infinitesime variazioni dello spazio-tempo. L’elettronica e le elaborazioni video amplificano questa suggestione, trasformando le interferenze in paesaggi audiovisivi immersivi. In questa prospettiva l’estetica del glitch assume un valore poetico: ciò che nella scienza appare come errore viene rovesciato in risorsa creativa, rivelando la fragilità e la meraviglia di un universo in continua metamorfosi.
Con queste nuove tappe, Clusters – Festival Spaziomusica 2025 conferma la sua vocazione a esplorare la musica come territorio di libertà e di convergenze, luogo di incontro tra arte e ricerca, scienza e intuizione, visione e ascolto.
Spaziomusica è realizzato con il contributo del MiC (Direzione generale spettacolo dal vivo), Regione Autonoma della Sardegna, (Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio) e del Comune di Cagliari, (Assessorato alla Cultura, Pubblica Istruzione, Sport, Spettacolo e Politiche Giovanili) in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari e l’Associazione TiConZero.
Il costo del singolo biglietto è di 2 euro per il singolo concerto, acquistabile esclusivamente in loco (non sono previste prevendite né prenotazioni). È disponibile anche un abbonamento a 15 euro valido per tutti i concerti in programma. Per informazioni visitare il sito ufficiale spaziomusicaproject.com o contattare l’organizzazione all’indirizzo mail spaziomusica@gmail.com
IL FESTIVAL – L’Associazione Spaziomusica nasce nel 1982 per volontà del compositore Franco Oppo, figura di riferimento della musica contemporanea internazionale, e da oltre quarant’anni rappresenta un presidio culturale riconosciuto nel panorama regionale e nazionale. La sua storia è testimoniata da numeri eloquenti: più di cinquecento concerti eseguiti, duecento complessi ospitati, circa trecento tra direttori e solisti di livello internazionale che hanno presentato oltre millecinquecento composizioni firmate da più di seicento autori del Novecento e contemporanei. Tra queste spiccano oltre trecento prime esecuzioni assolute e più di duecento prime italiane, a conferma della vocazione del festival a essere luogo privilegiato di scoperta e sperimentazione. Con le sue quarantaquattro edizioni, che hanno interessato non solo Cagliari ma anche numerosi centri dell’isola, Spaziomusica ha portato in Sardegna nomi prestigiosi della scena musicale nazionale e internazionale, consolidando la propria identità come laboratorio di ricerca sonora e di dialogo tra le arti. L’attività del festival, radicata nella scena sarda da oltre quattro decenni, continua a muoversi tra la musica scritta e l’improvvisazione, aprendosi al paesaggio sonoro contemporaneo e generando nuove visioni del nostro abitare il mondo. Questo approccio si concretizza in produzioni originali, laboratori, attività didattiche, convegni e seminari, senza trascurare le peculiarità della Sardegna: la lingua, il paesaggio naturale e i suoni della tradizione, esplorati e rielaborati in progetti specifici. La linea programmatica più recente punta a produrre lavori inediti capaci di attraversare l’avanguardia musicale nelle sue molteplici declinazioni: dalle dimensioni multimediali a quelle che intrecciano la musica con altri linguaggi espressivi, come il corpo in movimento, la gestualità, la perizia solista e il mondo delle immagini.
