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Festival Spaziomusica, domani (sabato 5 settembre) al Conservatorio di Cagliari ricerca, algoritmi e nuove scritture per clarinetto: alle 18 “Sounding Algorithms – Day 1” con i progetti di Stefano Guzzetti e Riccardo Di Fiandra. Alle 19 Raffaele e Nicola Bertolini protagonisti di “Elettronica per clarinetti”

Festival Spaziomusica Orbitae 2026, domani ricerca,
algoritmi e nuove scritture per clarinetto.
Al Conservatorio di Cagliari alle 18 “Sounding Algorithms – Day 1”
con i progetti di Stefano Guzzetti e Riccardo Di Fiandra.
Alle 19 Raffaele e Nicola Bertolini protagonisti
di “Elettronica per clarinetti” con cinque prime esecuzioni assolute.

Dopo la prima settimana al Conservatorio,
il festival riprenderà l’11 settembre al MAP
con Luca Micheletto e la performance audiovisiva “Places 1.1”
degli artisti polacchi Małgorzata Dancewicz e Krzysztof Pawlik.

Dallo storico chip sonoro di un computer degli anni Ottanta alle possibilità della composizione intermediale, fino a cinque nuove opere affidate al clarinetto e all’elettronica. Domani, sabato 5 settembre, si conclude al Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari la prima settimana della 45ª edizione del Festival Spaziomusica Orbitae 2026, con una giornata che porterà al centro del programma la ricerca musicale, il rapporto con le tecnologie e la nuova composizione.

Alle 18 si aprirà “Sounding Algorithms – Day 1”, primo dei due appuntamenti del festival dedicati alla presentazione di progetti dottorali e al concerto, con le ricerche di Stefano Guzzetti e Riccardo Di Fiandra. Alle 19 saranno invece protagonisti Raffaele Bertolini e Nicola Bertolini con “Elettronica per clarinetti”, concerto che presenterà cinque prime esecuzioni assolute, con Damiano Meacci alla live electronics.

Due appuntamenti che chiuderanno il primo segmento di Orbitae dopo sei giornate consecutive al Conservatorio, confermando una delle direzioni centrali della manifestazione: fare del festival non soltanto uno spazio di esecuzione, ma un luogo nel quale ricerca, produzione e sperimentazione possano incontrarsi, mettendo in relazione generazioni, strumenti e differenti modalità di pensare e costruire il suono contemporaneo.

  • Dai chip sonori alla composizione intermediale

Ad aprire la giornata, alle 18, sarà “Sounding Algorithms – Day 1”, con due progetti che affrontano da prospettive differenti la relazione tra composizione musicale e tecnologia.

Stefano Guzzetti presenterà “AY-3-8910”, progetto costruito intorno allo storico chip audio AY-3-8910 della General Instrument. La ricerca utilizza quattro computer MSX, Arduino Uno e Max/MSP, mettendo in relazione una tecnologia appartenente alla storia dell’informatica con strumenti e processi contemporanei.

Il chip diventerà così il nucleo di un sistema nel quale hardware di epoche differenti potrà dialogare all’interno dello stesso processo creativo. Il progetto comprenderà anche una componente grafica in ASCII, ampliando la ricerca oltre la sola dimensione sonora e mettendo in relazione linguaggi informatici, immagine e produzione musicale.

Da un dispositivo storico della sintesi sonora si passerà quindi a “ADSR–ICF/DSM: un nuovo sistema di composizione intermediale” di Riccardo Di Fiandra, progetto che allargherà il campo della ricerca mettendo in relazione composizione, videoarte, danza, intelligenza artificiale, embodiment e neuroscienze.

Al centro del lavoro ci sarà il modello ADSR, tradizionalmente utilizzato per descrivere le diverse fasi dell’inviluppo di un suono, messo in relazione con ICF e DSM-5-TR. L’analisi del movimento verrà collegata agli inviluppi sonori all’interno di un sistema di composizione intermediale che coinvolgerà dieci strumenti, danzatore e video.

Due ricerche molto differenti per strumenti e metodologia, accomunate dalla volontà di interrogare la tecnologia non come semplice mezzo di riproduzione o elaborazione del suono, ma come parte integrante del pensiero compositivo.

È proprio in questa direzione che si muove “Sounding Algorithms”, progetto che tornerà anche nella giornata conclusiva del festival, il 29 settembre al MAP, con le ricerche di Jacopo Cenni e Stefano Manconi.

  • Cinque prime assolute per “Elettronica per clarinetti”

Alle 19 l’attenzione si sposterà dalla presentazione della ricerca alla nuova produzione musicale con “Elettronica per clarinetti”, concerto affidato a Raffaele Bertolini e Nicola Bertolini.

Il programma sarà interamente costruito intorno a cinque prime esecuzioni assolute, offrendo altrettante prospettive sul rapporto tra scrittura contemporanea, clarinetto ed elaborazione elettronica.

Saranno eseguiti “La Nostalgia Del Centro” di Umberto Bombardelli, “Cronistoria di un Viaggiatore Sedentario” di Giovanni Michelangelo D’Urso, “Silenziose ombre leggere” di Anna Gemelli, “Hidrofobia del metal” di Marcela Pavia, seconda parte di Informe sobre Ciegos, e “Codice0” di Anna Maria Federici. La live electronics sarà affidata a Damiano Meacci.

Cinque nuove composizioni riunite in una sola serata che riportano in primo piano un tratto che accompagna la storia di Spaziomusica: l’attenzione alla musica del presente non soltanto attraverso la riproposizione di repertori già consolidati, ma attraverso la possibilità concreta di portare per la prima volta nuove opere davanti al pubblico.

Il clarinetto diventerà il punto di partenza comune di questo percorso, mentre la relazione con l’elettronica aprirà differenti possibilità di trasformazione e ampliamento della materia strumentale.

Con i due appuntamenti di domani si concluderà così la prima parte del Festival Spaziomusica al Conservatorio di Cagliari, iniziata il 31 agosto e attraversata in sei giornate da progetti dedicati al rapporto tra suono e immagini in movimento, improvvisazione elettroacustica, percussioni, pianoforte, arpa, chitarra elettrica, live electronics e performance audiovisiva.

  • Dall’11 settembre Orbitae si sposta al MAP

Dopo alcuni giorni di pausa, venerdì 11 settembre il festival riprenderà negli spazi del MAP – Make Arts Possible, in via Carbonia 14 a Cagliari, aprendo un nuovo segmento della programmazione.

Alle 19 il chitarrista Luca Micheletto presenterà “Cammei contemporanei”, concerto per chitarra classica realizzato in collaborazione con Incontri musicali. Il programma attraverserà pagine di Agustín Barrios, Astor Piazzolla e Alberto Ginastera e comprenderà “S’acabbadòra” di F. Morittu, articolata nei movimenti “Presagio”, “Sa Mazzòcca”, “Sonus ’e memoria” e “Danza de is animas bias”.

Alle 20 arriverà invece “Places 1.1”, performance audiovisiva site-specific degli artisti polacchi Małgorzata Dancewicz e Krzysztof Pawlik – Inire, realizzata in collaborazione con il Goethe-Institut.

Il progetto prenderà forma a partire da registrazioni sonore e video raccolti in Sardegna, successivamente elaborati attraverso sistemi modulari analogici controllati in tensione. Il paesaggio dell’isola diventerà così materiale di una costruzione audiovisiva che metterà in relazione registrazione ambientale, elaborazione elettronica e dimensione site-specific.

Il programma al MAP proseguirà sabato 12 settembre: alle 19 Raffaele Matta presenterà “This is Water”, installazione e concerto per chitarra elettrica e dispositivi analogici, mentre alle 20 Federica Deiana sarà protagonista di “Microcosm”, concerto per sintetizzatori e live electronics.

Domenica 13 settembre, alle 19, Raimondo Gaviano presenterà “Non tutto ciò che tace è morto”, spettacolo multimediale per elettronica, visual e poesia; alle 20 Teresa Virginia Salis chiuderà la giornata con “Natural Paths”, performance audiovisiva per flauto, voce e sintesi sonora.

  • Quarantacinque edizioni di ricerca

Nata nel 1982 da un’idea del compositore Franco Oppo, l’Associazione Spaziomusica porta avanti da oltre quarant’anni un percorso dedicato alla ricerca, alla produzione, alla didattica e alla promozione della musica contemporanea e d’avanguardia.

La 45ª edizione del festival porta il titolo “Orbitae”, immagine scelta per raccontare generi, tecnologie, pratiche artistiche e persone che gravitano attorno a differenti nuclei di innovazione, incrociando le proprie traiettorie e generando nuove possibilità di relazione.

Iniziato il 31 agosto, il programma proseguirà a Cagliari fino al 29 settembre tra il Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, il MAP – Make Arts Possible e lo IED di Cagliari, attraversando musica acustica ed elettronica, live electronics, performance audiovisive, installazioni, ricerca e innovazione digitale.

Gli appuntamenti del programma principale del Festival Spaziomusica hanno un costo di 2 euro per singolo concerto. I biglietti sono disponibili nei luoghi degli spettacoli e progressivamente online sulla piattaforma  Evients e attraverso il profilo dell’Associazione Spaziomusica.

Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 è finanziato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cagliari.

IL FESTIVAL – L’Associazione Spaziomusica nasce nel 1982 per volontà del compositore Franco Oppo, figura di riferimento della musica contemporanea internazionale, e da oltre quarant’anni rappresenta un presidio culturale riconosciuto nel panorama regionale e nazionale. La sua storia è testimoniata da numeri eloquenti: più di cinquecento concerti, duecento complessi ospitati, circa trecento tra direttori e solisti di livello internazionale e oltre millecinquecento composizioni firmate da più di seicento autori del Novecento e contemporanei. Tra queste figurano oltre trecento prime esecuzioni assolute e più di duecento prime italiane, a conferma della vocazione del festival come luogo di scoperta, produzione e sperimentazione. Giunto nel 2026 alla quarantacinquesima edizione, Spaziomusica ha sviluppato nel corso della sua storia una presenza che, da Cagliari, ha raggiunto numerosi centri dell’isola, portando in Sardegna protagonisti della scena musicale nazionale e internazionale e consolidando la propria identità come laboratorio di ricerca sonora e di dialogo tra le arti. L’attività del festival continua a muoversi tra musica scritta e improvvisazione, ricerca acustica ed elettronica, aprendosi alle trasformazioni del paesaggio sonoro contemporaneo e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Un percorso che si concretizza attraverso produzioni originali, laboratori, attività didattiche, convegni e seminari, mantenendo allo stesso tempo un’attenzione particolare per le peculiarità della Sardegna, dalla lingua al paesaggio naturale fino ai suoni della tradizione, esplorati e rielaborati attraverso progetti specifici. La ricerca più recente punta alla produzione di lavori inediti capaci di attraversare l’avanguardia musicale nelle sue molteplici declinazioni, dalle esperienze multimediali ed elettroacustiche alle contaminazioni con altri linguaggi espressivi, mettendo in relazione suono, corpo, movimento, gestualità, immagini e tecnologie digitali. Una vocazione che trova una nuova sintesi nella 45ª edizione, “Orbitae”, dove l’immagine delle orbite richiama proprio il movimento di generi, tecnologie, pratiche artistiche e persone attorno a differenti nuclei di innovazione: traiettorie che si incontrano, si influenzano reciprocamente e generano nuove possibilità per la creazione musicale contemporanea.