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Freakybea: parlando di questo nuovo disco

È pulito, sincero, urgente di quell’ispirazione che non lascia spazio a ridondanze. Freakybea ha sempre dimostrato grande maturità e il suono di questo nuovo disco dal titolo “Mondi” non è da meno: non ci sono stravaganze futuristiche, non ci sono soluzioni eccentriche (come potremmo pensare viste le foto che porta in giro)… c’è invece tanta di quella sintesi che rende ogni momento assai puntuale. Un disco che a me arriva come realizzato per l’unico motivo di esserci e non altro…

Torni con un disco che ha davvero il gusto del grande mestiere artigiano. Direi che è un po’, dentro linguaggi moderni, il lavoro del pop d’autore come si faceva una volta o sbaglio?
Credo che in questo album ci siano tanti ingredienti che, mescolati insieme, lo rendono un lavoro “autorevolmente contemporaneo”. Non posso fare a meno di pensare che la musica debba essere fresca ma accorta, in grado di comunicare quel giusto mix di spensieratezza e riflessione che rende, a parer mio, un brano eterno. È allo stesso modo vero che un autore spesso mette giù delle emozioni intense e quindi capiti che una canzone risulti totalmente permeata da un unico sentimento. Sicuramente, dentro questo lavoro, ci sono tanti ascolti diversi. Penso che la musica che ascoltiamo influenzi inevitabilmente la musica che facciamo, come un meraviglioso intreccio di arte che fluisce direttamente dal produttore al consumatore e viceversa. L’unica granitica certezza è di averlo scritto con sincerità ed onestà intellettuale, cercando di rimanere sempre fedele a me stessa in tutte le mie variopinte sfaccettature.

Analogico o digitale? Domanda topica…
Analogico e digitale! Ovviamente ci sono suoni, colori e sfumature dalle quali non si può prescindere e che solo uno strumento suonato, vivo, riesce a dare ma la tecnologia oggi è diventata una preziosa alleata e sarebbe da sciocchi non usufruirne. Seguendo questo pensiero ci siamo sbizzarriti nel trovare una miscela di “suonato e prodotto” che potesse aiutare a rivelare la vera natura di ognuno di questi 7 brani.

E pensando all’elettronica in che modo l’avete usata (soluzioni di arrangiamento a parte)? Come a dire: ci sono state scorciatoie di produzione interessanti che prima, in analogico, avrebbero richiesto ore di lavoro?
Il mio producer dice sempre: << Il concetto di elettronica è una falsità dell’era moderna, perché si da sempre più per scontato che nelle mani di un compositore una nota venga “disegnata” invece che suonata, soprattutto se si utilizzano suoni “digitali”. Quello che invece accade nell’ambito professionale, o che dovrebbe accadere sempre, per portare avanti la “musica” intesa come arte in costante evoluzione, è lo stesso processo che noi musicisti seguiamo dall’era delle ere: usare le note a nostra disposizione per aiutare le emozioni di un testo o di una canzone ad emergere dalla nebbia, trasformandone il suono >>.

Quante facce ha Freakybea? Le stesse che ha Beatrice Mazzanti?
Non credo di essere mai stata davvero Beatrice Mazzanti e tutte le volte in cui ho provato ad esserla ho fallito.
Beatrice Mazzanti era nata pianista classica, un’ottima studentessa, una letterata e filosofa e un’atleta ma qualcosa è andato storto! A 14 anni, per la prima volta, ho cantato su un palco ed ho sentito una spinta nuova, mai provata.
A 17 ho avuto un bruttissimo incidente stradale, nel quale sono morti 3 miei cari amici, ed ho capito che la vita è troppo breve per non dedicarsi anima e corpo a quello che davvero ti muove dentro. Così ho cominciato a scrivere i primi testi, a studiare canto, a trasformare le sporadiche serate di pianobar in un lavoro a tempo pieno… poi la violenza. Per 10 anni sono stata legata ad una persona che mi picchiava e denigrava ed ho smarrito tutto quel che ero tornando ad essere Beatrice Mazzanti. Con fatica ed impegno, nonostante la paura, ne sono uscita e la musica era ancora lì ad aspettarmi. Da quel giorno ho giurato a me stessa che sarei stata sempre e solo Freakybea.

E che mondo è quello dentro cui sta vivendo questo disco?
Un mondo pieno di contraddizioni nel quale, per un verso o per un altro, sembra che tu non sia mai abbastanza.
Pretendo tanto da me stessa, sono una perfezionista ma a volte ti fanno credere che non basti, anzi, che forse facendo le cose con frivola superficialità avresti avuto più successo.
E così succede che quando sono ad un passo dal cadere in questa trappola, magicamente ritrovo il mio centro, con più forza, con più determinazione per fare sempre le cose solo a modo mio!

Cosa c’è dopo la violenza? Se c’è qualcosa…
La rinascita! Sono momenti bui, sei da sola, hai paura, ti senti annebbiata.
La violenza, soprattutto se perpetrata da chi dice di amarti, disintegra le tue fondamenta, dissipa tutto quello in cui hai sempre creduto, fino a svuotarti l’anima. Ricostruire richiede concedersi l’attenuante del fallimento, regalarsi l’idea di chiedere aiuto e prendersi il lusso di tornare a fidarti di te stessa. È un percorso consapevole la ri-nascita. Non abbiamo ricordi personali di quando veniamo al mondo, viviamo quei momenti nei racconti dei nostri genitori o nei video di entusiasti nonni. Ma quando decidi di tornare a vivere sei tu che giri quel video, racconti quella storia e scegli chi vuoi essere…
ed io voglio essere Freakybea!