Greta Caserta: la delicatezza di visioni altre
Abbiamo accolto un brano come “Il silenzio” come bandiera di un nuovo modo di pensare alla canzone d’autore. Niente di trasgressivo e di futuristico… tutto di semplice e trasparente. Un nuovo modo allora per il peso che ha la verità che diviene fragile e torna ad essere umana. Greta Caserta sfoglia la vita e ce la dimostra anche quotidiana e somigliante alla nostra… veniamo chiamati in causa dentro un disco che sin dal titolo mette in chiaro lo sforzo che ci viene richiesto: “Oltre”. Niente di esoterico o liturgico: un disco semplice, di morbidissima quiete.
“Oltre” è una parola importante… difficile da trattare soprattutto oggi che siamo devoti al proprio orticello come si dice. Che rapporti hai con questa parola e con questo modo di vivere?
È una prospettiva che ho sempre avuto a cuore. Non guardare solo ciò che ho intorno, ma spingermi con lo sguardo e con i pensieri altrove. Perché è lì che si possono scoprire cose nuove.
E dunque questo disco potrebbe avere una connotazione sociale in tal senso?
Il mio intento era dare vita a pensieri e riflessioni personali. Capiterà sicuramente che qualcuno si ritrovi nelle mie parole e condivida le mie prospettive
E per te che connotazione ha o ha avuto? Nel senso che queste canzoni ti sono servite per…?
Avevo il desiderio di realizzare un album che racchiudesse alcuni momenti importanti della mia vita. Desideravo dare un vestito a tutte quelle emozioni.
Dal vivo che storia stai raccontando?
In un certo senso è la storia della mia crescita personale e artistica.

