Gustave Moreau, “Pittore delle Salomè”

C’è un pittore francese che si è guadagnato l’appellativo di Pittore delle SalomèQuesti è Gustave Moreau
Il pittore francese ritrasse, infatti, come un’ossessione la protagonista del mito biblico simbolo di lussuria e sensualità in diverse sue rappresentazioni.
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L’Apparizione, nota anche come Salomè e la testa di San Giovanni Battista, è un acquerello del pittore francese Gustave Moreau realizzato nel 1875 e conservato al Museo D’Orsay a Parigi.
Moreau è un precursore del Simbolismo, movimento artistico che nacque in Francia ma che si irradiò rapidamente nel resto d’Europa come corrente letteraria e appunto artistica il 18 settembre 1886 quando su “Le Figaro” venne pubblicata la tesi dichiarata da Jean Moréas nel “Manifesto del Simbolismo”.
Nell’articolo viene espressa una nuova concezione nei confronti dell’estetica inerente l’ambito letterario, artistico e musicale.
Secondo la teoria simbolista, la realtà non viene individuata tramite l’esistenza oggettiva delle cose ma si percepisce nell’idea. 
In una citazione di Moreau è racchiuso tutto il pensiero simbolista: ” Credo solo a ciò che non vedo e unicamente a ciò che sento“. 
L’Apparizione,  inizialmente esposta al Salon de Paris del 1876, fu immediatamente comprata dal mercante d’arte belga Lèon Gauchez. Il Gauchez profondamente soddisfatto dell’acquisto, l’anno successivo, prestò il dipinto alla Grosvenor Gallery di Londra dove fu esposta per una seconda volta in occasione di un’altra mostra. Questa cessione testimonia la notorietà di cui godeva Moreau in quegli anni, sia negli ambiti più strettamente artistici che in quelli letterari.
LA STORIA
Salomè è la figlia di Erodiade, colei che aveva sposato Erode Antipa fratello di suo marito. 
Giovanni Battista per aver criticato questo comportamento amorale di Erode, fu imprigionato. Durante un ricco banchetto Salomè incantò tutti con la sua danza provocante, soprattutto il re che preso dall’entusiasmo promise alla fanciulla di esaudire ogni suo desiderio. Sotto  la richiesta incessante di sua madre, Salomè richiede la testa di Giovanni Battista su un vassoio. 
Erode, avendo promesso, dovette acconsentire alla richiesta: inviò un sicario in carcere e fece decapitare il Battista. 
L’ANALISI
Nel quadro L’Apparizione, Salomè è ritratta alla fine della danza, sinuosa e sensuale, su una pozza di sangue. 
Il suo braccio alzato indica l’apparizione che si manifesta al centro ovvero la testa di Battista circondata da raggi e poggiata di profilo su un piatto, sospesa come l’ostia della dottrina cristiana. Nell’altra mano  regge un fiore di loto simbolo di una nuova vita per i defunti. 
L’opera nel suo insieme si presenta statica. Essa raffigura personaggi inseriti in un ambiente sontuoso, ricco di elementi esotici e pervaso da una luce irreale caratterizzata da chiaroscuri dorati. 
Domina l’immagine terrificante della testa del Battista che levita al centro del quadro. Per la testa l’artista si è ispirato ad una stampa giapponese che vide al Salon de Paris nel 1869. 
Sullo sfondo l’artista ha rappresentato un palazzo orientale dove appaiono Erodiade con le mani arcigne ed Erode impassibile che assiste dal trono alla scena. 
Tutta la composizione rimanda ad un gusto per le civiltà lontane, arcaiche ed orientali, testimoniato dallo studio da parte dell’autore di ogni minimo particolare decorativo per realizzare il quale si è avvalso di vari repertori archeologici cari alla cultura del suo tempo. 
Nel quadro tutto è sospeso. Si percepisce il conflitto, il dramma appena avvenuto e si allude ad uno scontro tra i due personaggi che si sfidano, l’uno di fronte all’altro.
Uno scontro tra due antipodi: tra luce e tenebra; tra ragione e istinto; tra sacro e profano.