CULTURAIN ITALIAMEDICINA E SALUTEMUSICA MODA FILM & SPETTACOLINEL CUORE DEGLI ITALIANINOTIZIE E INFORMAZIONISALUTE & BENESSERE

Il divieto dello smartphone a scuola, farà tornare MP3 e Walkman?

L’idea di vietare l’uso degli smartphone nelle scuole italiane, già in parte discussa e in alcuni casi sperimentata, riapre una riflessione più ampia: cosa accade quando si toglie agli studenti il principale oggetto attorno a cui ruota la loro vita sociale, comunicativa e persino identitaria? Potrebbe davvero verificarsi un ritorno ai dispositivi “vintage”, come gli MP3 o i vecchi Walkman, oppure si tratta solo di un’illusione nostalgica? Da un lato, la proposta nasce con intenzioni chiare: ridurre le distrazioni in classe, migliorare la concentrazione, ristabilire un rapporto autentico tra insegnanti e studenti. Le ricerche dimostrano che l’uso eccessivo dello smartphone interferisce con l’apprendimento, riduce la memoria a breve termine e accorcia la soglia di attenzione. Il telefono è una finestra sul mondo, ma anche un varco che assorbe energie cognitive e tempo. In questo senso, il divieto viene percepito come un tentativo di “disintossicazione digitale” collettiva.

Eppure, togliere il telefono non significa necessariamente tornare indietro nel tempo. La generazione Z e quella ancora più giovane, i cosiddetti “alpha”, non hanno memoria affettiva dei dispositivi precedenti, non sanno cosa significhi riavvolgere un nastro o scorrere una playlist con un tasto fisico. Tuttavia, l’assenza di smartphone potrebbe riaccendere un certo fascino per gli oggetti materiali, per le esperienze più tattili e meno virtuali. Già oggi, tra i giovanissimi, si nota un ritorno del vinile, delle fotocamere analogiche e dei piccoli lettori musicali, non tanto per nostalgia, ma come forma di differenziazione, di stile, di identità personale.

Il divieto, paradossalmente, potrebbe stimolare proprio quella creatività analogica che la tecnologia aveva soppiantato. Portare un MP3 in tasca o un vecchio lettore CD potrebbe diventare una piccola ribellione estetica, un modo per dire “io ascolto la mia musica, ma alle mie condizioni”. In un’epoca in cui tutto è condiviso, tracciato e pubblicato, tornare a un dispositivo che non comunica nulla al di fuori di sé può diventare un gesto di libertà.

Resta però un interrogativo: è davvero possibile disconnettere i ragazzi dal mondo digitale senza sostituirlo con qualcosa di nuovo? Gli smartphone non sono soltanto strumenti di distrazione, ma anche mezzi di apprendimento, di informazione e di socialità. Spegnerli significa anche tagliare un canale di comunicazione che, nel bene o nel male, rappresenta la realtà contemporanea.

Forse, più che di un ritorno al passato, si tratterà di una metamorfosi, non un revival del Walkman, ma una ricerca di equilibrio tra presenza fisica e connessione digitale. Il divieto potrà servire a ricordare che esiste un tempo per tutto, anche per il silenzio, per l’ascolto, per la concentrazione. E se nel frattempo qualcuno rispolvererà un vecchio lettore musicale, magari troverà anche il piacere perduto di ascoltare una canzone dall’inizio alla fine, senza notifiche, senza distrazioni, solo per sé.

 

Michael B DJ

Chi sono? Sono Michael, un DJ e producer che ha trovato nella musica un modo per comunicare con il mondo. Sono riuscito a trasformare la passione per la musica elettronica in una carriera, vincendo vari concorsi e firmando contratti con etichette discografiche in Italia e all’estero. Le mie produzioni spaziano dalla house alla techno. Ho avuto l’opportunità di collaborare con radio in tutto il mondo e dal 2016 mi dedico al mio programma radiofonico, B-Tronic. Continuo a esplorare nuove sonorità e a condividere la mia visione musicale, raccontando una storia attraverso ogni DJ set, ogni traccia e ogni articolo scritto qui all'”Edicola delle Notizie”.

SEGUIMI QUI: linktr.ee/michaelbdj