La selezione del ceto dirigente locale nella comunità di Montemurlo in una tesi di laurea di Samuele Scaperrotta
Il giovane montemurlese, 22 anni, ha presentato al sindaco Simone Calamai il suo elaborato di laurea che analizza il periodo tra il Medioevo e il XIX secolo.«Documento prezioso di analisi storico-politico»
Samuele Scaperrotta è un giovane studente montemurlese di 22 anni, che lo scorso 24 novembre ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche alla facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze, con la votazione di 110 e lode, con una tesi dedicata alla storia dei sistemi elettorali alla base della selezione del ceto dirigente di Montemurlo dal Medioevo al XIX secolo. Relatore dello studio il professor Luca Mannori, tra l’altro presidente della Società pistoiese di Storia Patria, che ha seguito Samuele Scaperrotta in tutto il suo lavoro di ricerca storica. Un argomento che ha suscitato l’interesse del sindaco Simone Calamai che ha voluto incontrare Samuele, tra l’altro candidato consigliere alle ultime elezioni amministrative, e conoscere nel dettaglio i risultati della ricerca. «Grazie ai miei insegnanti delle elementari e delle medie mi sono appassionato alla storia- racconta Scaperrotta- una passione che ho avuto modo di approfondire con questa ricerca che mi ha portato nell’archivio storico del Comune di Montemurlo e all’Archivio di Stato di Firenze, allo scoperta della storia amministrativa del mio Comune». Storia e politica s’incontrano in questo studio, che prende il là dall’analisi dello statuto comunale medievale del Comune di Montemurlo del 1387, dove emerge con chiarezza come la comunità montemurlese fosse amministrata dagli antichi abitanti del posto. I cognomi ricorrenti che emergono dagli archivi sono i Cipriani, i Bessi, i Marini, le antiche famiglie che abitavano (ed abitano) nel Comune all’ombra della Rocca. Il sistema elettorale, detto “per brevi” estraeva a sorte i nomi di coloro che dovevano eleggere i consiglieri comunali e il Gonfaloniere, l’omologo dell’attuale sindaco, sistema che successivamente si evolve “in borsazione” con i nomi dei consiglieri, scritti su dei foglietti ed estratti a sorte a cadenza semestrale. Il criterio di scelta degli amministratori locali cambia nel 1774 a seguito della riforma di Pietro Leopoldo, quando a essere messi a capo del Comune non sono più gli autoctoni, ma i proprietari terrieri, tutti “forestieri”, per lo più fiorentini, una selezione che dal 1816 sotto il Granduca Ferdinando III venne poi effettuata direttamente dagli uffici centrali del Granducato. «Lo studio condotto da Samuele Scaperrotta è molto interessante per ricostruire l’evoluzione dei sistemi amministrativi e della classe dirigente locale a partire dal Medioevo. – dice il sindaco Calamai– Una ricerca che spero possa proseguire e analizzare periodi successivi. La storia è importante per definirci come comunità e per arricchire la nostra identità condivisa. Complimenti dunque a Samuele per il suo lavoro di ricerca»
