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Lara Letizia: dalle canzoni del padre alla sua voce personale

Eccolo “Odòs” come fosse un punto d’incontro tra memoria e presente, tra le canzoni scritte da un padre nell’arco di una vita e la voce di una figlia che le riporta alla luce con sensibilità nuova e suono moderno. Nel suo viaggio tra rock, ballad, jazz e beat-pop,  sfoggiando anche soluzioni non propriamente didascaliche, Lara Letizia lavora a suon di canzoni a firma di Umberto Raffaelli (suo padre appunto) sulla continuità di un certo sentire, trasformando un’eredità artistica familiare in un percorso personale. È un ascolto che si nutre di pop e di tante smagliature a contorno…

Parto dal video: l’A.I. quanto è intervenuto nel suono del disco?
L’ A.I. è fondamentale in questo disco, per quanto riguarda la parte video. Infatti il regista di tutti i video, mio fratello Luca, importante regista ed attore, mi ha proposto una soluzione nuova ed intrigante: quale modo sarebbe stato più adatto di rappresentare l’Odòs, il percorso creativo e spirituale, durato 15 anni, se non tramite una trasposizione fantastica delle canzoni. Così conoscendo la mia passione per tutto ciò che e fantasy, videogame, manga, cartoni animati… ci siamo rivolti alla A.I. per proiettare le canzoni in questo mondo fantastico. Infatti “Ma Come Prima” richiama un po’ i videogiochi cyberpunk, con le sue atmosfere cupe e con una trama quasi priva di senso. Ci sono canzoni che richiamano più il modo psichedelico new age/beat, cartoni animati cuciti sulle ballad… insomma una sperimentazione video che fa da spalla alla semplicità delle melodie e dei testi delle canzoni, dove l’A.I. non può trovare spazio.

È bellissimo il singolo… immagino che dietro ogni canzone ci siano numerosi aneddoti… vero?
Dietro ad ogni canzone non c’è un aneddoto, c’è una storia e a raccontarle tutte ci servirebbe un libro intero. Tutto parte dalla storia della piccola Lara che ogni sera sentiva le canzoni cantate, nel suo studio, dal papà e ogni sera se ne innamorava di più… Ora Lara è cresciuta e quell’amore per quelle melodie e quelle parole vuole trasmetterlo anche ai suoi ascoltatori, sperando che provino le stesse sensazioni della Piccola Lara.

Esistono angoli di questo disco che sono “inediti” dove tu hai rivoluzionato la scrittura o il modo?
Questo era un passaggio obbligatorio: in fondo queste canzoni erano scritte da un uomo e cantate da un uomo; io ho dovuto acquisirle, farle mie e adattarle ad una donna. Anche se, devo ammettere, che certe figure ho preferito lasciarle così: ad esempio in “Ma Tu non Devi” la figura dell’uomo che si ubriaca per dimenticare l’amore e ormai sdoganata , quasi normale; io ho voluto lasciare la figura della donna che si ubriaca, socialmente vista peggio, proprio perché mi piace anche, un po’, provocare.

E le melodie? Sono tutte fedeli all’originale?
Si, le melodie sono fedeli alle originali, cambiano gli arrangiamenti… e qui scatta la seconda parte del farle più mie. Infatti ho ricercato e trovato arrangiamenti più idonei al mio modo di interpretare e intendere la musica. Insomma ho trovato qualcosa che fosse più “sulle mie corde”: comunque, rimanendo sempre fedeli allo spirito originale delle canzoni. Visto l’approvazione di Papà, credo di esserci riuscita…

Qualche feat.? Non hai pensato – dove possibile – ad ospitare qualche voce originale di queste canzoni?
Magari…. Anzi uso lo spazio che mi avete gentilmente concesso per annunciare che, se qualche cantante voglia duettare con me, io sono ben disposta! Ho qualche preferenza: ma, visto la provenienza dalla provincia e che Pavia non è così lontana dal Magentino, mia zona di origine e dove vivo, se a Max Pezzali andasse di duettare, per me, sarebbe un sogno. In fondo e uno dei miei cantanti preferiti, colui che ha caratterizzato la mia vita musicale dall’infanzia ad oggi, e, soprattutto, la persona che ha saputo descrivere al meglio la nostra realtà di provincia! Ma anche con Ligabue,Marco Masini, etc… Vabbè, fatemi sognare un attimo!