MA LO STATO COSA FA, STA CON LA MAFIA? L’ASSOCIAZIONE ONLUS PADRE NOSTRO RISCHIA DI CHIUDERE PER MANCANZE DELLO STATO

di Roberto Fiordi

Il Centro d’Accoglienza Padre Nostro Onlus è un’associazione sorta nel 1991 per volontà del proclamato beato don Giuseppe Puglisi, parroco di Brancaccio, con l’obbiettivo di strappare dalle mani della malavita possibili minori e adolescenti sottoposti all’emarginazione e al degrado sociale, nonché culturale, e quindi facili prede della criminalità organizzata.

Brancaccio, il luogo in cui è sorta l’associazione, è un quartiere di Palermo dove la disoccupazione, il lavoro nero, i disagi economici e la povertà sono il vento in poppa alla delinquenza, a partire da quella minorile. E lo scopo del Centro d’Accoglienza Padre Nostro è quello di combattere e di sconfiggere, fino a quanto è possibile, tutto ciò ed è per questo che la struttura si è equipaggiata di sportelli per l’ascolto e per la consulenza, gestiti da medici e psicologi, con lo scopo di informare, formare e guidare il giovane.

Il Centro mette inoltre a disposizione il servizio di raccolta e distribuzione dei generi alimentari, del vestiario, attività di recupero per bambini, ragazzi, famiglie, anziani, madri abbandonate, violentate, ma anche per detenuti, ed ex detenuti; per tutti coloro, cioè, che hanno bisogno di assistenza.

Padre Puglisi, conosciuto come don Pino, è il simbolo della lotta alla mafia di Palermo, che il giorno 15 settembre 1993 fu assassinato con un colpo di pistola alla testa. Ma Il centro da lui fondato tutt’oggi continua a preservare forti legami con la storica figura di questo esemplare parroco, nei suoi insegnamenti e nella sua gestione. L’associazione ha continuato nel corso degli anni ad occuparsi della lotta alla povertà, all’illegalità, all’emarginazione che sono realtà ben insite in quel quartiere.

E se don Giuseppe Puglisi è stato un prete scomodo alla mafia, è probabile che non sia stato tanto comodo neppure allo Stato che sta lasciando morire il centro da lui fondato, travolto dai debiti.

La situazione del Centro d’Accoglienza Padre Nostro oggigiorno è molto precaria per mancanza di fondi e per questo rischia la chiusura. Ma «Il Centro di Padre Puglisi non deve morire», è l’esortazione che giunge anche dalla trasmissione “Le Iene” andata in onda su Mediaset il 20 marzo 2016. Nel programma di Davide Parenti si parla di un debito di circa 1.000.000 di euro e per un’associazione Onlus, che vive di volontariato, è tanta roba. Tuttavia il servizio racconta anche che il Comune di Palermo e la Regione Sicilia devono centinaia di migliaia di euro al Centro, che per adesso non hanno ancora erogato.

La situazione in questo modo non può che portare alla morte del Centro e quello che viene da domandarsi è: lo Stato non interviene? Lo Stato non fa nulla? Lo Stato non è in grado di rendersi conto del servizio che sino adesso gli ha fatto l’associazione Padre Nostro? È forse anche lo Stato che vuole il suo annientamento?

Ma se il Centro dovesse chiudere, quale sarebbe il destino di tutte le persone che sino adesso ha ospitato?  E tutti i loro progetti, le loro aspettative, le speranze in una realtà migliore, in una seconda vita basata sull’impegno quotidiano, sul sacrificio e la legalità che fine farebbero? È anche di questo che lo Stato dovrebbe rendersi conto se realmente avesse tutto l’interesse a ridimensionare la malavita.


1. Immagine fonte Google