Ricorrenze

Milord celebra 13 anni di storia con una guest shift che riunisce il meglio della mixology milanese

Milord ha celebrato il suo tredicesimo anniversario con una serata che ha riunito alcuni dei protagonisti più autorevoli della mixology milanese. Il cocktail bar di Piazza Bernini ha trasformato il proprio bancone in uno spazio condiviso, ospitando una guest shift che ha coinvolto quattordici bartender provenienti da altrettanti locali della città.

Più che un semplice compleanno, l’appuntamento ha rappresentato il riconoscimento di un percorso iniziato tredici anni fa e cresciuto insieme alla scena della miscelazione milanese. Bartender, professionisti del settore, partner e clienti abituali hanno brindato a un luogo che nel tempo è diventato un punto di riferimento per chi cerca una proposta costruita sulla qualità del servizio, della tecnica e dell’accoglienza.

Una guest shift che racconta lo spirito della comunità

Il cuore della serata è stata la partecipazione di quattordici professionisti chiamati a reinterpretare il proprio stile dietro il bancone di Milord. A rendere omaggio al fondatore Cristian Lodi sono stati Lucky Luciano di The Doping Milano, Martino Premi di San Milano, Cristian Brochetti del Camparino in Galleria, Luca Ardito di The Carlton Milano, Alessandro D’Alessio di Rita’s Tiki Room, Abi El Attaoui di Ceresio 7, Francesca Di Lauro di Bob, Anita Pagani di Little Tobago, Gianluca Tuzzi di Dirty, Davide Castelli di Lacerba, Riccardo Speranza di House of Ronin, César Araujo di Bob The Other Side, Edris Al Malat di Dry Milano e lo stesso Lodi.

Per l’occasione ogni bartender ha presentato un cocktail creato appositamente per l’evento, dando vita a una drink list irripetibile che ha riunito linguaggi, tecniche e sensibilità differenti. Dai classici reinterpretati alle ricette contemporanee, la selezione ha restituito un’immagine fedele della varietà che caratterizza oggi la scena milanese.

Tra le proposte figuravano il Viking Row di Lucky Luciano, il San Bloody firmato da Martino Premi, il tradizionale Campari Shakerato proposto da Cristian Brochetti e il Rita’s Mai Tai di Alessandro D’Alessio. Non sono mancati cocktail originali come Capri di Abi El Attaoui, L’Amaricante di Francesca Di Lauro, Ronin Latino di Riccardo Speranza e Italian 75 di Edris Al Malat, insieme all’Orkney Remedy preparato da Cristian Lodi per celebrare la ricorrenza.

Il valore delle relazioni nella cultura del bar

Negli ultimi anni il fenomeno delle guest shift è diventato uno degli strumenti più efficaci attraverso cui la comunità dei bartender costruisce relazioni professionali e condivide competenze. Eventi di questo tipo permettono ai locali di ospitare colleghi provenienti da realtà diverse, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere approcci e filosofie differenti senza uscire dalla propria città.

La serata organizzata da Milord si è inserita perfettamente in questa tradizione, trasformando il bancone in un luogo di incontro piuttosto che in uno spazio competitivo. La presenza di professionisti provenienti da alcuni dei cocktail bar più riconosciuti di Milano ha evidenziato come la crescita della mixology cittadina sia alimentata anche dalla collaborazione tra locali, dalla circolazione delle idee e dal confronto continuo tra professionisti.

Un punto di riferimento della mixology milanese

In tredici anni Milord ha attraversato l’evoluzione della scena cocktail di Milano, contribuendo alla sua crescita attraverso un’identità riconoscibile e una proposta che ha sempre privilegiato qualità e continuità. L’anniversario ha confermato il ruolo assunto dal locale all’interno del settore, non soltanto come indirizzo apprezzato dal pubblico, ma anche come punto d’incontro per una comunità professionale sempre più ampia.

La partecipazione dei bartender invitati e la risposta del pubblico hanno restituito l’immagine di una realtà capace di mantenere vivo il dialogo con la città e con i suoi protagonisti. In un settore dove tecnica e creatività rappresentano elementi fondamentali, la serata ha ricordato come siano soprattutto le relazioni costruite nel tempo a dare valore a un bancone.

È questo, probabilmente, il risultato più significativo dei primi tredici anni di Milord: aver trasformato un cocktail bar in un luogo riconosciuto dalla comunità della mixology, dove la condivisione delle competenze continua a rappresentare l’ingrediente essenziale per guardare al futuro.