“Pop-Shuffle”: l’artigianato analogico e la scrittura istintiva nel singolo di Enrico Peppe
Un viaggio senza tempo tra sperimentazione e pura passione per la musica

Ci sono brani che custodiscono il fascino immortale della registrazione su nastro, dove ogni singola traccia racconta una scelta, un incastro, una sfida vinta contro i limiti fisici della tecnologia. È disponibile sulle piattaforme di streaming “Pop-Shuffle”, uno dei capitoli più emblematici ed elaborati della ricca produzione sotterranea del polistrumentista e cantautore Enrico Peppe, artisticamente noto come EP.
Il brano fa parte dello storico e acclamato lavoro “Indole Scalena”, concepito nel 2006. Fin dal titolo, la traccia svela la sua matrice d’origine, prendendo in prestito il nome direttamente dalla configurazione della base ritmica della celebre tastiera Yamaha1500.
“Pop-Shuffle” si muove su un tempo in 4/4 a ben 163 bpm, ma la sua vera particolarità risiede nella struttura ritmica: una suddivisione irregolare del tempo che genera nell’ascoltatore una costante e ipnotica sensazione di movimento ondulatorio.
Il singolo rappresenta una delle rare eccezioni nel modus operandi di Enrico Peppe, in cui il testo è stato concepito precedentemente rispetto alla linea melodica. Scritte interamente di getto, le liriche tratteggiano figure femminili contrastanti e misteriose che si muovono all’interno di uno scenario vagamente onirico e cinematografico. L’arrangiamento è frutto di uno studio meticoloso e stratificato: fatte salve le prime tre piste dedicate alla sezione ritmica, Enrico Peppe ha sfruttato ogni centimetro del nastro magnetico, saturando l’ottimizzazione dell’ottopiste senza lasciare alcun vuoto sonoro, dando vita a un sound corposo e avvolgente.
Ascolta il brano su SoundCloud
https://on.soundcloud.com/rp4p7r3Mw656tykeep
La storia artistica di Enrico Peppe inizia sul finire degli anni ’70, imbracciando la chitarra e muovendo i primi passi nella scrittura in lingua inglese. La vera svolta creativa arriva alla fine degli anni ’80 con l’acquisto del primo quattro piste Tascam, marchio a cui l’artista rimarrà fedele per decenni, che trasforma la sua casa in un vero laboratorio musicale. Da quel momento, Peppe diventa una one-man band assoluta: suona la chitarra, il basso, le tastiere e programma minuziosamente le batterie elettroniche.
Sperimentatore instancabile, nei primi anni ’90 si spinge verso i territori dell’ultrarock (influenzato dall’ascolto di band avanguardistiche come gli Henry Cow), per poi compiere l’azzardo tecnico di passare ai registratori a 8 piste su tradizionale cassetta, sfruttando la banda magnetica al limite delle sue possibilità fisiche. Dal 1996 sposta il focus della sua scrittura sui testi in italiano, avviando una produzione quasi annuale di lavori densi di significato, che dal 2007 passano alle 24 piste digitali, concretizzandosi spesso in ambiziosi concept album (come “Il piccolo Luca”, “50een” e “L’uomo che scambiò la moglie per un cappello”).
Bassista adattivo nei gruppi cover dedicati ai Genesis (suo grande amore giovanile) e collezionista viscerale con una sterminata discoteca di vinili che attraversa oltre mezzo secolo di musica, Enrico Peppe continua oggi a rielaborare il proprio passato con gli strumenti del presente, confermandosi una voce autentica, enciclopedica e fieramente indipendente del panorama musicale italiano.
YouTube: http://www.youtube.com/user/eppyeppy1
Rockit : http://www.rockit.it/enricopeppe
SoundCloud: https://soundcloud.com/m1n1max
