A PRATO È IL SECONDO CASO IN POCHI GIORNI DI UN CINESE RIDOTTO IN FIN DI VITA

Prato – Pare che si sia trattato di un violento pestaggio ciò che lo scorso 6 dicembre ha ridotto in fin di vita un cinese, ricoverato in Rianimazione al Santo Stefano di Prato. L’aggressione all’uomo è avvenuta all’interno di una comunità cinese, dopo che si era verificato un altro caso analogo 4 giorni prima nei pressi dell’Obi. 

L’uomo si è presentato al pronto soccorso alle 15.00 del 7 dicembre, ma il pestaggio, a quanto risulta, pare risalga al giorno prima. L’asiatico si è presentato ai sanitari dolorante, riportando la rottura della milza e contusioni in varie parti del corpo. I medici lo hanno immediatamente sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

I carabinieri del Nucleo Investigativo stanno cercando di ricostruire i fatti e, a quanto sembra, avrebbero identificato la vittima che si trovava in città per assistere a un matrimonio. Da quanto risulta, l’asiatico sarebbe stato aggredito da alcuni connazionali nel momento in cui stava facendo rientro nella struttura dove era alloggiato.  

I militari escludono che possa essersi trattato di una rapina, a l’uomo non sono stati portati via né i soldi e né il cellulare che aveva con sé. Nei due casi analoghi, quello accaduto il 2 dicembre nei pressi dell’Obi e quello del 7, entrambe le vittime non risultano essere residenti a Prato. Occorrerà fare certezza anche su questa faccenda.

A condurre il cinese in ospedale è stato suo fratello dopo essere stato avvertito. Questi da Parma si è precipitato a Prato ed ha immediatamente accompagnato la vittima al pronto soccorso. Da chiedersi come mai abbiano atteso 24 ore prima di accompagnare il ferito all’ospedale. I carabinieri ci stanno indagando sopra.

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