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Quintessenza: il nuovo singolo che affronta l’indecisione e l’overthinking

Il dubbio paralizza, ma può anche salvare. “Dubbio”, il nuovo singolo dei Quintessenza, è un viaggio sonoro tra indecisione e consapevolezza, tra il peso delle scelte e la necessità di farle, comunque. In un momento di ricerca identitaria e personale, la band affida alla musica il compito di rompere il silenzio. Ne viene fuori un brano denso, attraversato da tensioni e aperture, fragilità e forza. È la forma del suono e della canzone che non si risolve in modo banale… è il nuovo rock italiano dai cliché classici e denso di personalità nuova…

Come mai avete scelto un giro di basso arabeggiante come punto di partenza per il pezzo?
Abbiamo scelto un giro di basso arabeggiante come punto di partenza perché ci è sembrato il modo più efficace per creare fin da subito l’atmosfera che volevamo trasmettere. Quelle sonorità particolari evocano un senso di sospensione, di qualcosa di indefinito e quasi ipnotico, che ben si sposa con il tema dell’incertezza e del “dubbio” che attanaglia la mente. Ci sembrava il tappeto sonoro ideale per introdurre l’ascoltatore in quel limbo emotivo descritto dal testo, preparando il terreno per l’evoluzione del brano e per le successive esplosioni di energia. Era un modo per “colorare” fin da subito il pezzo con le giuste sfumature emotive.

Le esplosioni nel ritornello sono molto impattanti: volevate rappresentare una sorta di liberazione emotiva?
Sì, esattamente. Le esplosioni nel ritornello rappresentano una liberazione emotiva, un contrasto con la tensione delle strofe. Volevamo che l’ascoltatore sentisse l’energia che si sprigiona dal desiderio di uscire dal dubbio. È un momento decisivo del brano.

In che modo l’alternanza tra strofa e ritornello simula il ciclo del dubbio e dell’immobilismo?
L’alternanza strofa/ritornello simula il dubbio così: la strofa è l’incertezza che paralizza, il ritornello è il desiderio di uscirne con energia. Il ripetersi del ciclo mostra come spesso si ricada nel dubbio dopo un tentativo di liberazione.

– Il brano è profondamente autobiografico: è stato anche terapeutico scriverlo e condividerlo?
(Risponde Master, bassista della band e autore del testo)
Sì. Scrivere “Dubbio” è stato un processo di liberazione interiore. Trasformare quel groviglio di incertezze e ansie in musica e parole ha avuto un effetto purificante, come dare una forma tangibile a un malessere altrimenti sfuggente. Condividerlo, poi, è un ulteriore passo. Speriamo che la nostra esperienza possa risuonare con altri, creando una connessione e magari offrendo un piccolo spunto di riflessione o conforto. Mettere a nudo le proprie fragilità può essere vulnerabile, ma anche incredibilmente potente.

– Il disco… cosa dobbiamo attenderci?
Dal nuovo EP “Quintessenza” potete aspettarvi un’evoluzione del nostro sound alternative metal, con una maggiore attenzione alle dinamiche e alle sfumature emotive. “Dubbio” è un assaggio di questa direzione, ma il disco esplora diverse sfaccettature dell’esistenza, mantenendo sempre al centro l’intensità emotiva e la ricerca di un suono che sia potente ma anche evocativo. Ci saranno brani più aggressivi e diretti, ma anche momenti più riflessivi e atmosferici, sempre con testi che scavano nell’animo umano.