Hanno abbondantemente superato quota 500 le firme dei cittadini, raccolte dall’associazione Il Cavalciotto di Santa Lucia, per dire “no a un ponticino sul Gorone che mette a rischio la sicurezza del luogo e dei residenti”. L’associazione presieduta da Giacomo Corsi con vicepresidente Fiora Livi e consigliere Gianmarco Manfrida, e la collaborazione di Elena Chiostrini, che ha raccolto le firme principalmente fra i residenti della frazione, ha presentato il risultato nel circolo Paolo Rossi. “Diciamo sì alla valorizzazione e alla messa in sicurezza di tutta l’area con telecamere di sorveglianza, alla recinzione e illuminazione del Casotto dei Calloni e del muro del Viviani e alle targhe esplicative – dicono i rappresentanti della raccolta – ma diciamo anche no a quel ponticino che qualcuno spinge per realizzare”.
L’associazione Il Cavalciotto di Santa Lucia è nata nel 2012 proprio per difendere il Cavalciotto che all’epoca rischiava di essere snaturato per far posto a una centrale idroelettrica con la cancellazione della cascata e l’oblio definitivo per i macchinari ottocenteschi che sono custoditi nel Casotto dei Calloni. E da allora l’associazione si è sempre adoperata per preservare e valorizzare quella importante struttura che nel 2017 ha ottenuto anche la tutela da parte della Sovrintendenza dei Beni storici, artistici e culturali diventando monumento nazionale.
“Purtroppo però, a questi importanti riconoscimenti non hanno fatto riscontro gli opportuni interventi delle Amministrazioni comunali per valorizzare l’area e metterla in sicurezza – dicono soprattutto Fiora Livi ed Elena Chiostrini, candidate entrambe nella lista “L’Alternativa c’è – Targetti Sindaco” – Oggi questa zona è altamente insicura e si registrano ritrovi di gruppi dediti allo spaccio e al consumo di sostanze, atti di vandalismo anche su edifici sottoposti a tutela e comportamenti pericolosi. Oltre a scene di atti sessuali a cielo aperto”.
Il presidente Giacomo Corsi è categorico: “Parlare di un ponticino sul Gorone senza prima affrontare questi problemi è del tutto fuori luogo, e accentuerebbe solo le situazioni di degrado e insicurezza, perché la renderebbe ancora più accessibile ai malintenzionati”. L’associazione ha già interessato l’ufficio del commissario straordinario, il prefetto Claudio Sammartino per chiedere misure urgenti per la messa in sicurezza dell’area. La petizione con le oltre 500 firme verrà presto depositata all’ufficio del protocollo affinchè la prossima amministrazione della città sappia che ci sono tantissimi residenti contrari a quell’opera.