Riapre il bar vicino alla Misericordia. “O’ bar d’’e guagliune” ritorna ad essere il punto di riferimento dei ragazzi
Sabato 4 aprile l’inaugurazione del locale gestito dai fratelli Russo di Oste e dalla madre Angela. Colazioni, merende e apericene e la famosa “box” napoletana per una colazione speciale a casa
Montemurlo, 07/04/2026 – Sabato scorso 4 aprile ha riaperto ad Oste in via Scarpettini, 370/4 il bar vicino alla sede della Misericordia. Un locale che già dal nome, “O’ bar d’’e guagliune”, vuole tornare ad essere il punto di ritrovo e di riferimento per i giovani della frazione per aperitivi, colazioni, merende e presto anche per pranzi veloci. A scommettere sull’attività è la famiglia Russo di Oste. Raffaele, 25 anni, Giuseppe, 28 anni, insieme alla madre Angela D’Anna. «Aprire un bar è sempre stato il sogno di noi fratelli e così quando ci è capitata l’occasione, l’abbiamo colta al volo – racconta Raffaele Russo- Vogliamo far diventare “O’ bar d’’e guagliune” il punto di riferimento per i nostri coetanei. Un luogo dove ritrovarsi dopo il lavoro e per fare un bell’appercettivo insieme». La famiglia Russo porta avanti anche altre attività e Raffaele, Giuseppe ed Angela si alterneranno nella gestione del locale, aperto tutti i giorni. Tra le novità da “O’ bar d’’e guagliune” si potranno trovare tante specialità campane dalle mozzarelle al “fiocco di neve”, la soffice brioscina napoletana che sorprenderà chi acquisterà le speciali “box” per la colazione. Una scatola di prelibatezze da portare a casa e regalare alla persona amata per un risveglio ricco di gusto. All’inaugurazione del locale sabato scorso hanno partecipato anche il sindaco Simone Calamai, alcuni assessori della giunta, Antonella Baiano, Alberto Fanti, Giuseppe Forastiero e il presidente della Proloco, Lorenzo Scrozzo. «Sono felice che due ragazzi giovani abbiano deciso di scommettere sulle potenzialità del nostro territorio- dice il sindaco Calamai- Mi auguro che “O’ bar d’’e guagliune” diventi un punto di riferimento per i giovani di Oste e non solo. C’è bisogno di creare spazi di condivisione e socialità, soprattutto tra i giovani».
