LETTURA - POESIA

Sergio Cavoli pubblica la silloge “Ciò che resta di noi”

Un viaggio attraverso i frammenti della memoria e del tempo

Ciò che resta di noi” è la delicata silloge di Sergio Cavoli: si configura come una raccolta di scritti poetici e pensieri in prosa, intima e profondamente autentica, capace di tracciare una mappa emotiva e disarmante delle fragilità umane e di mettere a nudo ciò che la vita lascia dentro quando il tempo cambia ogni cosa.

Attraverso una sequenza di riflessioni nate dall’osservazione della realtà, il libro passa in rassegna i temi più profondi dell’esistenza: dalla malattia alla paura, dalle perdite fino alla forza silenziosa che permette di andare avanti quando le certezze vacillano. Eppure, capitolo dopo capitolo, l’autore svela che il vero focus dell’opera non è il dolore in sé, bensì il valore della presenza e le tracce che le persone lasciano nella nostra esistenza. Il testo non vuole cercare risposte definitive né impartire lezioni morali, ma esplora una dimensione universale e quotidiana: come sia possibile trovare un senso profondo tra il ricordo dei genitori, l’amore per i figli e la gratitudine verso chi ci resta accanto nei momenti più difficili.

La scrittura di “Ciò che resta di noi” accompagna il lettore in un processo di profonda comprensione di se stessi e degli altri. In questo flusso di pensieri, i piccoli gesti, i silenzi, le cadute e le ripartenze vengono descritti non come punti di arrivo drammatici, ma come strade necessarie attraverso cui impariamo a abitare le nostre emozioni e a dare un nome a quegli stati d’animo che appartengono a tutti.

Lo stile del libro è essenziale, diretto e scandito da una grande onestà intellettuale, dove la poesia non viene usata come scudo per nascondere la realtà, ma come una forma di elegante e resiliente espressione. L’opera diventa così il resoconto di un lento e talvolta doloroso processo di riconoscimento dei propri confini, in cui la vera felicità non viene vista come l’assenza di difficoltà, ma come la capacità di affrontarle e trovare sempre la forza di rialzarsi. I testi nascono proprio da questa convinzione e dal desiderio di condividere esperienze che possano diventare, per chi legge, uno specchio, una mano tesa e una luce nel cammino.

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Sergio Cavoli, nato nel 1972, è palermitano di nascita e cagliaritano d’adozione. Da diversi anni è attivamente impegnato nel sociale, dove combatte contro ogni forma di discriminazione e promuove iniziative a tutela delle persone più vulnerabili. Tra i suoi progetti più significativi spicca la realizzazione del “Vademecum contro le truffe”, uno strumento di prevenzione diffuso in Italia e all’estero per aiutare gli anziani a difendersi dai raggiri. La sua produzione letteraria vanta già titoli di rilievo come “Passi di Speranza”, accolto con favore da critica e pubblico, e “Amore e terrore a Nizza”, in cui racconta con coraggio l’esperienza vissuta in prima persona durante l’attentato del 14 luglio 2016. Per Cavoli la scrittura è uno strumento per dare voce alle emozioni che spesso restano senza nome, partendo dalla ferma convinzione che la vera felicità risieda nella capacità di affrontare le difficoltà, cadere e trovare sempre la forza di rialzarsi.