Simone Lemmo tra radio, tv e progetti: ”Il mio lavoro mi fa sentire vivo e curioso”
Grande talento e un amore immenso per la radio e la tv. Simone Lemmo è un giovane autore e speaker di Radio Cusano Campus, in onda ogni sera alle 22.00, con la sua trasmissione ”Cusano Notte”, in cui ospita artisti e personaggi del mondo della musica e dello showbiz.
Diplomato al liceo classico “Mario Cutelli”, ha conseguito di seguito la laurea in Lettere Moderne all’Università degli studi di Catania. Nel 2016 ha fondato Radio Cutelli, la realtà che lo ha fatto avvicinare al mondo della radio. È stato speaker di Radio Zammù e Radio Amore. Nel 2015 ha pubblicato la raccolta poetica Cammino su di me (Prova d’autore) e nel 2022 il romanzo ”Quella dannata felicità”(Algra Editore).
Simone, che periodo è della tua vita?
Questo è un periodo particolarmente bello e sereno della mia vita. Sono in una fase di assestamento ma anche di riscoperta e di riprogettazione. Esco da anni belli intensi da un punto di vista professionale e sto cercando di trovare nuovi stimoli e nuovi progetti che possano vedere la luce e trovare una loro unicità in mezzo ad un mare di proposte. É un periodo in cui sto cercando di darmi valore e sto cercando di ritrovarmi; il mio mestiere mi mantiene vivo e mi fa essere ogni giorno più curioso e forse sta lì il centro di tutto. Prossimamente arriverà anche un nuovo libro, abbastanza atteso, e quindi sono contento di come sta andando questo flusso di vita.
Cos’è per te fare radio?
La radio è una casa, un porto sicuro. Lavoro in questo mondo ormai da 12 anni e ogni giorno, ogni minuto e secondo in diretta é sempre una scoperta nuova, un’emozione sempre diversa. In questi anni ho fatto di tutto, sia in tv che in radio. La prima rimane un amore speciale e spero di tornare presto a quella dimensione lì; la radio la conosco ormai molto bene anche perché ho sperimentato tutti i programmi possibili, in fasce orarie molto diverse e con tagli e stile di comunicazione diversa.
Ti piacerebbe fare tv?
Sono sempre stato più un fruitore ed un amatore della televisione, la radio è arrivata per caso e per gioco. Oggi faccio più radio che tv e l’ho imparata sul campo, ho avuto la possibilità di lavorare e imparare dai migliori, sia negli anni in Sicilia che adesso a Roma con una radio nazionale. Sicuramente penso di aver imparato tante cose, di essere migliorato e sono contento anche che venga riconosciuto. Il riconoscimento più grande è stato quello di Fioretta Mari che in diretta mi ha fatto i complimenti per la dizione, e per un siciliano vale doppio. Ho sempre cercato di impegnarmi, voglio crescere e migliorare ogni giorno. La strada è lunga e sono pronto a vivere un bel viaggio.
Chi sono i tuoi miti?
Per me quando si parla di miti significa guardare a chi la televisione l’ha creata e ne ha gettato le radici. Penso a Raffaella Carra, a Pippo Baudo, a Maurizio Costanzo o ai più contemporanei Frizzi, Conti, De Filippi, Clerici o Fazio. Ma ancora più contemporanei guardo a De Martino o a Cattelan. Ognuno di loro è un mito perché ha uno stile, un modo di raccontare e comunicare.
Cosa pensi della tv di oggi?
Oggi la televisione è cambiata, non ha con sé quell’esclusività che portava amici e famiglie sul divano a fare serata e stringere rapporti guardando un bel varietà. É uno strumento che non morirà mai ma che ha bisogno sempre di linfa, idee e personaggi nuovi, un racconto che sia a passo con ciò che oggi il mondo chiede. Le basi gettate dai grandi ci sono e sono molto solide, basta saper scegliere cosa e come costruire.
Dove ti piacerebbe arrivare?
Cerco di volare basso e ti dico che tornerei subito in onda con una trasmissione che ho amato e che appartiene alla mia vita e alla mia carriera, ovvero “Alla Buonora” che è stato un talk show della scorsa stagione tv che ha appassionato e portato tanti spettatori a seguirci. Spero di poter tornare con una nuova formula di quella trasmissione; sognando più in grande mi piacerebbe essere il padrone di casa di un rotocalco per eccellenza come “Domenica In” o ancora un “Che tempo che fa”. Amo i programmi di parola, dove la gente si incontra, si racconta, si lascia andare sapendo che c’è qualcuno che ha voglia di ascoltare. Non metterei da parte un quiz, sono uno solare, irriverente e penso divertente, quindi un game come “Reazione a catena” mi farebbe sentire a mio agio.
