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SR 325, fuga di gas. Paci: “Ieri l’ennesimo tilt: venticinque anni di rinvii, la Regione dica dov’è il piano”.

Emanuela Paci

Prato 27 settembre 2025 – Dopo la chiusura di ieri per fuga di gas alla Tignamica e la riapertura a singhiozzo, la Val di Bisenzio si è ritrovata di nuovo isolata. Emanuela Paci, capogruppo FdI a Vaiano e candidata al Consiglio regionale, attacca: «Ogni stop della 325 manda in tilt la valle. Non è sfortuna: è il prodotto di venticinque anni di rinvii. La Regione guidata dal PD non ha trasformato gli annunci in un’infrastruttura affidabile, mentre i Comuni hanno piani di protezione civile troppo spesso fermi alla carta e non aggiornati al multirischio».

Paci incalza sul nodo delle “alternative”: «Da mesi sentiamo parlare di viabilità alternative: le ha sbandierate il presidente Eugenio Giani, le ha promesse il presidente della Provincia Simone Calamai. Siamo ancora in attesa di sapere quali siano, con quali tempi e con quali risorse. Intanto imprese e pendolari hanno pagato l’ennesimo conto dei disagi». La candidata richiama anche le categorie economiche: «Non lo diciamo solo noi. Confartigianato ha espresso pubblicamente dissenso sulla gestione dell’ennesima emergenza della 325 e Confcommercio chiede certezze su tempi e responsabilità. È un messaggio chiaro: qualcosa non funziona e va corretto».

Nel corso della giornata Paci segnala «decine di telefonate da cittadini e imprenditori, confusi da indicazioni frammentarie». «È un campanello d’allarme: i piani di protezione civile dei tre Comuni, approvati da pochi mesi grazie al l’impulso di Fratelli d’Italia, vanno resi operativi e condivisi capillarmente con volontariato, gestori delle reti, forze dell’ordine, scuole e imprese. In emergenza servono procedure semplici, testate e comunicate in modo univoco».

Per Paci serve passare dai documenti alle procedure reali: «Questo significa mettere per iscritto e rendere pubblici dirottamenti standardizzati quando la strada si ferma, fissare fasce orarie tutelate per rifornimenti e servizi essenziali, potenziare temporaneamente treni e bus con corse sostitutive già pronte e garantire informazioni in tempo reale e univoche ai cittadini. Ieri non si è visto nulla di tutto questo, e non è la prima volta».

La chiusura è un affondo politico: «La misura è colma. I cittadini della Val di Bisenzio e le nostre imprese pagano le tasse come tutti e hanno diritto alla normalità, non a una roulette ogni volta che c’è un imprevisto. La Regione apra subito un tavolo operativo sulla 325 con cronoprogramma pubblico e risorse dedicate; Provincia e Comuni rendano immediatamente esecutivi i piani con verifiche ed esercitazioni regolari. Io ci sarò per pretendere risultati, non altri slogan».