Stella: «La scrittura non è una cura. È la mia migliore amica»
C’è chi a diciott’anni cerca il palco. E chi cerca una voce. Stella, vincitrice del contest “Credici Sempre”, è una di quelle artiste che non ha fretta di compiacere. Le sue parole, nei testi e fuori, arrivano con la precisione di chi ha scelto di ascoltarsi prima di farsi ascoltare. In questa parte dell’intervista, si parla di ansia come presenza viva, della paura di sbagliare, di come la scrittura possa essere un’amica fidata ma anche un confine da non superare. E poi la musica, il silenzio, la leggerezza, e quella forza che nasce solo quando smettiamo di nasconderci.
“Iride” parla con l’ansia come se fosse una creatura esterna. Secondo te siamo più liberi quando riusciamo a nominarla o quando smettiamo di farci la guerra?
Assolutamente sì, a mio parere è un’emozione con la quale bisogna imparare a conviverci, nel bene o nel male, ma evitare in qualsiasi modo di farla prevalere.
La paura di sbagliare è una cosa che si supera o solo si conosce meglio?
Per mia esperienza penso che la paura di sbagliare è una cosa che si supera, e lo si fa impanando anche a conoscerla.
Scrivere per “guarire” è un rischio: può diventare terapia, ma anche ossessione. Come ti orienti in questo confine?
Per me la scrittura non è la cura, la scrittura è il mio modo di metabolizzare delle emozioni che non sono chiare nella mia mente. Non la uso come terapia, ma come migliore amica.
La musica può ancora essere un luogo silenzioso, in un mondo dove tutti parlano?
Sì, ne sono convinta. La musica ha la forza di riuscire a parlare senza le parole stesse, molti brani senza parole mi evocano un senso di rumore immenso.
Hai 18 anni e già parli di ansia, di memoria, di malattia. Senti mai il bisogno di scrivere qualcosa che sia solo leggero?
Certo, lo faccio in molti testi e cerco di farlo nella maggior parte dei casi, perché alla fine in un mondo di pesantezza la soluzione è avere un po’ più di leggerezza.

Cos’è per te la forza, oggi? Quella vera.
La forza per me è riuscire a capire se stessi e andare avanti nonostante tutte le difficoltà che ci abbracciano ogni giorno
Quando hai capito che le tue fragilità potevano diventare forza creativa?
Quando ho iniziato a scrivere testi e quando ho iniziato a fregarmene degli altri. In quel momento ho compreso che effettivamente potevo parlare di me e dei miei problemi e sarei stata capita.
Ti senti più capita quando canti o quando stai zitta?
Ovviamente quando canto perché è la mia valvola di sfogo. Mi sento capita dagli altri e dalla musica stessa.
Complimenti e in bocca al lupo per tutto!
Grazie, viva il lupo!!!
