«TANTO SIAMO IN ITALIA». COSÌ GLI EXTRACOMUNITARI SI POSSONO PERMETTERE DI SPUTARE ALLA POLIZIA.

Prato – «Vi faccio perdere il lavoro, tanto siamo in Italia». Sono le dichiarazioni esplicite di un marocchino 37enne rivolte agli agenti intervenuti ieri, 8 dicembre 2017, per sedare un’aggressione dello stesso nei confronti di suo fratello. «Vi denuncio, dico che siete stati voi e vi metto in mezzo a una strada».

Questo è quello che pensano gli stranieri nei confronti del Bel Paese. Probabilmente tutti i torti non li hanno a giudicare da molte sentenze che i nostri tribunali hanno emesso nei loro confronti. Ma assieme agli insulti il marocchino si è permesso di sputare contro i poliziotti intervenuti in aiuto del fratello che, durante la lite avvenuta in un’abitazione di via del Girasole a San Giusto, dopo essere stato schiaffeggiato dal 37enne  ha visto lo stesso afferrare un coltello da cucina e ferirsi all’addome dicendogli che avrebbe dato la colpa a lui qualora avesse chiamato la polizia.

Al momento che gli agenti sono intervenuti, la rabbia del marocchino si è riversata contro di loro, e a farne le spese è stata in particolar modo una poliziotta, obiettivo di pesanti offese.

A quel punto per l’uomo è scattato l’arresto per oltraggio a pubblico ufficiale. Il sostituto procuratore, Laura Canovai, ha chiesto per lui la convalida e la custodia in carcere che il giudice ha accolto. Il marocchino è stato rinchiuso nel carcere della Dogaia.

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