Uir Prato presenta “Antologica di un artista: Guglielmo Malato” (Pesaro 1932-Prato 2024)
A distanza esattamente di due anni dalla scomparsa e a tredici dall’ultima mostra fatta, ecco “Antologica di un artista: Guglielmo Malato”. Una mostra che nasce col patrocinio della Provincia di Prato e con la collaborazione della Delegazione pratese del
Il vernissage si terrà nella Sala Biagi in via Bettino Ricasoli 17 dal 10 al 15 febbraio prossimi (mercoledì 11 alle 18,30 nel secondo anniversario della scomparsa ci sarà il ricordo ufficiale dell’artista) e vedrà l’esposizione di sculture, dipinti, ceramiche e disegni realizzati dall’artista dal 1948 fino a pochi anni prima della sua scomparsa. “Si tratta di una riscoperta di molte opere che erano custodite nel suo ultimo laboratorio a Narnali e che era un peccato che rimanessero lì, nascoste e abbandonate” dice il Delegato provinciale Uir di Pr
Guglielmo Malato nato a Pesaro, si è diplomato all’istituto d’arte Marangoni e fra il 1950 e 1951 ha collaborato con la Manifattura di Ceramica Artistica Molaroni. L’architetto Giò Ponti lo invitò ad esporre nel Salone d’Onore della IX Triennale di Milano ben 35 pezzi inediti di ceramica, insieme ai maestri Agenore Fabbri, Lucio Fontana, Guido Gambone, Aligi Sassu e numerosi altri. Successivamente venne chiamato a partecipare alla Mostra Internazionale di Faenza e in altre manifestazioni di alto prestigio. Nel febbraio del 1952, non ancora ventenne, si trasferì a Lucca come insegnante di “decorazione ceramica” presso l’Istituto d’
Iniziò così un’intensa attività pittorica e didattica. Sue opere si trovano nel Museo Internazionale della Ceramica a Faenza, nel Museo Internazionale dell’Artigianato a Firenze, nel Museo Nazionale della Ceramica a Pesaro, nella Galleria d’Arte Moderna a Lucca e in collezioni private in Italia e all’estero.
A Viareggio è visibile una sua ceramica sulla facciata dell’ex cinema Cristallo, oggi sala Bingo. A Prato sono presenti una sua ceramica all’ingresso della scuola elementare Puddu a Maliseti e la statua di una madonna in via Sieve, oltre a sculture in cartapesta al Collegio Cicognini e all’Istituto Datini. Mentre ad Altopascio, nell’atrio d’ingresso della ditta Fapim sono presenti 5 sc
Ha esposto lavori alla Mostra Nazionale della Ceramica di Messina e alla Mostra dell’Artigianato di Firenze inoltre, ha tenuto una personale alla Galleria La Torre di Firenze. Ha partecipato a concorsi nazionali di ceramica ma l’arte divenne sempre più secondaria rispetto all’impegno di insegnante. Una scelta dovuta a pressioni familiari: rimpiangerà sempre di non essersi ribellato per dedicarsi invece all’arte insieme agli amici Giuliano Vangi, Gio’ e Arnaldo Pomodoro che andarono a Milano mentre lui si trasferiva a Lucca. Nel 1997 ha sposato la gallerista d’arte pratese Bruna Nocenti e si è trasferito a Prato. Un matrimonio che lo ha riavvicinato al mondo dell’arte che aveva quasi del tutto abbandonato visto che la sua ultima mostra era datata 1977 (Galleria Il PIsanello a Pisa). La nuova vena artistica lo porta ad una ricca produzione di opere e personali fra Prato, Pietrasanta, Barga, Altopascio, Torre del Lago e finendo per partecipare anche alla Biennale di Venezia quando l’allora direttore artistico Vittorio Sgarbi gli selezionò alcune opere per la Biennale diffusa che ebbe una esposizione a Firenze. Interessante poi l’omaggio a Gabriele D’Annunzio nel Parco della Versiliana con “Le Pleiadi” nel 140° anniversario della nascita del poeta.
