Zecchi e Bessi (FdI): “Campo Scirea, situazione assurda. I controlli arrivano solo col commissario, il PD spieghi i dieci anni passati.”
“La diffida al campo Scirea è solo la punta dell’iceberg, l’atto finale di una lunga storia. Una situazione evidentemente fuori controllo che oggi viene alla luce solo grazie al lavoro del commissario, mentre per dieci anni – sotto le giunte PD – tutto è passato sotto silenzio. Nessuno ha controllato, nessuno ha verificato, nessuno si è preoccupato di garantire sicurezza e conformità in un impianto pubblico.”
Così Cosimo Zecchi, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, interviene sulla vicenda dell’impianto sportivo di Chiesanuova, oggetto di una formale diffida del Comune a seguito delle gravi irregolarità rilevate dalla ASL durante un sopralluogo.
“Mi ero già occupato del campo – ricorda Zecchi – un anno fa, quando ci fu il bando per l’assegnazione. Anche allora avevo sollevato dubbi e criticità, perché si trattava di una gara a dir poco travagliata, alla quale partecipavano gli stessi soggetti che avevano già gestito l’impianto. Ero arrivato a chiedere l’annullamento in autotutela, ma non è stato dato seguito alla mia richiesta.
Alla luce di quanto emerge oggi, è lecito chiedersi: come è stato possibile riassegnare il campo a chi non aveva nemmeno la documentazione base? Evidentemente le irregolarità riscontrate oggi erano già presenti allora, ma nessuno ha voluto vederle.
Oppure dietro a tutto questo ci sono responsabilità del comune e si è agito con leggerezza e negligenza?”
Gli fa eco Alessandro Bessi, esponente provinciale di Fratelli d’Italia: “Per quanto disastrata fosse la situazione, non potevamo immaginare ciò che si sta leggendo in questi giorni. I particolari emersi sono agghiaccianti, soprattutto se pensiamo a quanti genitori accompagnano i propri figli in quell’impianto, convinti di affidarli a una struttura sicura. L’aggravante è che proprio il fatto di operare in regime di concessione comunale genera un credito di fiducia che, in questo caso, si è rivelato mal riposto.”
“È normale – prosegue Bessi – pensare che un impianto sportivo comunale sia sottoposto a maggiore vigilanza e a controlli più severi. I cittadini si aspettano che il Comune faccia la sua parte. E invece scopriamo che da anni non c’erano autorizzazioni, né agibilità, né verifiche fondamentali come la messa a terra degli impianti o la potabilità dell’acqua. Non si può far finta di niente.”
Concludono i due esponenti di FdI: “Questa situazione non può essersi prodotta in una notte. È l’esito inevitabile di anni di inerzia amministrativa, di controlli mai fatti, di una gestione superficiale e irresponsabile del patrimonio sportivo comunale. Se oggi emergono i fatti, lo dobbiamo solo al commissario. Ma chi ha governato Prato fino a pochi mesi fa deve delle spiegazioni alla città. Perché la sicurezza dei nostri ragazzi e la dignità dello sport non possono più essere sacrificati sull’altare dell’incuria e del clientelismo.”
