La decostruzione dell’eroe nel romanzo “Shiningdark” | RECENSIONE

Nina Valentina Roggeri propone con “Shiningdark” un romanzo Epic Fantasy dal sapore dark che analizza chiaramente il punto di vista del protagonista Natan, intrappolato tra un’esistenza ordinaria e una verità ben più complessa. Siamo abituati ad associare il genere fantasy a una rigida contrapposizione tra bene e male, ma qui ci si sofferma sulle sfumature psicologiche e sulle difficoltà concrete che si riscontrano quando si sceglie di mettere in discussione ogni certezza per abbracciare un retaggio sconosciuto. In questo romanzo non c’è un eroe idealizzato o una realtà senza ombre: ci sono personaggi sfaccettati e profondamente umani, che evolvono a seconda dei segreti e delle sofferenze che si ritrovano ad affrontare. Grazie a un world building ben strutturato e a un registro visivo e cinematografico, l’autrice costruisce una narrazione fuori dagli schemi, incalzante, che porta il pubblico a vivere le ambientazioni quasi fisicamente e a leggere ogni passo con uno sguardo sempre nuovo. Il fulcro dell’intera storia diventa il viaggio nei propri ricordi per riscoprire l’identità e la propria forza interiore. Le domande e le connessioni con un universo narrativo ancora più vasto si scioglieranno nel corso della lettura, permettendo a chiunque di acquisire una visione più consapevole sui legami familiari, sul destino e sul mondo che ci circonda.
