Malaparte protagonista del film ‘Il viaggio di Gruber’ sulla deportazione
Continua la promozione di Malaparte e il cinema: domani, mercoledì 9 settembre alle ore 21 nella sala conferenze del Museo della Deportazione e Resistenza di Figline, promosso da Aned Sezione di Prato in collaborazione con l’associazione Malaparte Pratese nel Mondo e la Scuola di Cinema Anna Magnani, verrà presentato il film ‘Viaggio di Gruber’ (2008) per la regia del romeno Radu Gabrea. Il film è liberamente tratto dal capolavoro di Malaparte Kaputt. La proiezione rientra tra gli eventi patrocinati dal Comune di Prato “Intorno al 6 settembre”.
Il lungometraggio si conclude con questa frase “Nel 1944, lo scrittore italiano Curzio Malaparte fu il primo a rivelare al mondo, nel suo romanzo Kaputt, la verità sulla persecuzione degli ebrei a Iasi del 27-29 giugno 1941 e sui Treni della Morte in cui 12000 romeni ebrei morirono”. Malaparte pubblica Kaputt a Napoli nel 1944 mentre sta aspettando l’entrata degli Alleati in città nel suo buen retiro di Capo Masullo a Capri. Il libro nasce come resoconto della sua attività di corrispondente di guerra e capitano dell’esercito regio d’Italia nel periodo 1941/1943. Il film è tratto dal capitolo Cricket in Polonia. In particolare racconta che nel giugno 1941, viaggiando verso il fronte russo, Malaparte si ferma a Iaşi, alla ricerca di un medico specialista ebreo: il dottor Josef Gruber, allergologo di fama, raccomandatogli per superare una grave allergia che lo affligge e rischia di compromettere la sua partenza per il fronte. Quell’estate, quando le truppe del patto d’acciaio muovono guerra alla Russia sovietica, a Iaşi, all’epoca importante centro culturale ebraico della Romania, si consuma un atroce massacro. Oltre 5000 ebrei vengono trucidati in città mentre altre migliaia vengono caricate in vagoni merci ermeticamente chiusi, fatti viaggiare a passo d’uomo e per lo più lasciati sui binari sotto il caldo torrido, finché la maggior parte dei deportati non soccombe.
Curzio Malaparte, allora corrispondente per Il Corriere della Sera, raccontò al mondo i tragici eventi di Iaşi e li descrisse in Kaputt ma l’orrore fu silenziato. Il film è girato in lingua originale tedesca, sottotitolato in italiano con la collaborazione della Scuola di cinema Anna Magnani, ma contiene moltissimi dialoghi in italiano. Gli argomenti sono trattati con la massima delicatezza, senza alcuna melodrammatizzazione ed anche la tipica ironia malapartiana. La visione risulta accessibile a tutti. Verrà proiettato nella Sala Conferenze del Museo di Figline che ha una capienza di 90 persone. Non occorre prenotazione, l’ingresso è libero fino a riempimento della sala.
