Montemurlo, donati al Comune tre quadri di Gino Signori. Il sindaco Calamai:« Contro ogni guerra, i quadri saranno esposti al pubblico»
Le tre opere sono state donate dall’artista Vincenzo Montecalvo all’amministrazione comunale affinché diventassero patrimonio collettivo della comunità
“Il pianto del mare”, “L’urlo del mare” e “Tramonto di sangue”, sono questi i titoli dei tre quadri di Gino Signori che l’artista Vincenzo Montecalvo ha voluto donare al Comune di Montemurlo e che presto troveranno collocazione nel corridoio principale del municipio, dove già si trovano altre opere di artisti locali. Si tratta di tre opere dipinte da Signori tra il 1960 e il 1971. Dietro ad una delle tele si leggono alcune frasi scritte di pugno dallo stesso Signori, artista che per tutta la vita ha sentito il desiderio di comunicare messaggi di pace: Si può essere felici solo facendo del bene agli infelici- No alle armi come progresso ma amare, pace e lavoro 1960.
«Gino Signori, Giusto tra le Nazioni, nella sua arte ha sempre parlato di pace e di ambiente. Ho ritenuto quindi importante donare questi suoi tre quadri al Comune di Montemurlo, affinché le opere tornassero a parlare a tutta la comunità in un momento così buio della storia dell’umanità», spiega Vincenzo Montecalvo che alcuni giorni fa ha consegnato le tre tele al sindaco di Montemurlo, Simone Calamai.
«Gino Signori ha conosciuto l’inferno del lager, della deportazione e della guerra ma non è rimasto indifferente rispetto al dolore degli altri, salvando la vita ad una giovane ragazza ebrea, Hana.– spiega Simone Calamai- Ecco perché sono felice di poter accogliere a Montemurlo i tre quadri di Signori, opere intense e vibranti che urlano la loro richiesta di pace. Nonostante, siano state dipinte quasi sessant’anni fa, il loro messaggio è ancora tragicamente attuale. Chissà cosa avrebbe detto Gino di fronte agli orrori della guerra a Gaza, ai bambini lasciati morire di fame, ai giornalisti uccisi per silenziare ogni voce di dissenso. Con piacere esponiamo queste opere per suscitare l’attenzionee la riflessione di tutti coloro che verranno in municipio ad ammirarli»
Artista a tutto tondo, non si può dimenticare il gesto che a Gino Signori, nato a Barga (Lucca) il 19 aprile 1912 ma pratese d’adozione, valse la medaglia di “Giusto tra le Nazioni”, conferita dall’istituto commemorativo per l’Olocausto Yad Vashem, unico pratese a potersi fregiare del riconoscimento. Nel 1943 dopo l’armistizio firmato dall’Italia l’8 settembre, Signori fu catturato dalle truppe tedesche mentre svolgeva servizio militare sull’Isola d’Elba, e internato in vari campi di prigionia come lavoratore forzato e infermiere. Un anno dopo, nel campo di Hamburg-Veddel, conobbe Hana Ehrlich, giovane deportata ebrea cecoslovacca, che riuscì a sopravvivere grazie ad un gesto di “lucida follia” di Signori che nonostante le gravissime difficoltà della prigionia, mise a repentaglio la propria incolumità per salvarla da un soldato tedesco in cambio di un pacchetto di sigarette”. Negli anni Cinquanta oltre a riprendere il suo lavoro, Gino iniziò anche a dipingere, diventando col tempo un artista conosciuto. Fino a che, negli anni Sessanta incontrò di nuovo Hana, e da quell’incontro prese il via un filone di ricerca che, nel 1985, portò Gino ad essere insignito della Medaglia dei Giusti nella convinzione che “colui che salva anche solo un essere umano salva il mondo intero. La storia di “Gino e Hana” è raccontata in un bel libro di Enrico Iozzelli del Museo della Deportazione di Figline e l’esposizione dei quadri di Signori in municipio a Montemurlo potranno spingere qualcuno a riscoprirne il valore e la profonda umanità.
