PINK FLOYD DAY WIT MATRIX IN CONCERTO

Un fluido in divenire, una rivelazione. Dono misterioso dato all’uomo per esprimere sé stesso, fondamentale strumento di comunicazione, capace di unire ognuno aldilà delle ideologie. Quando inizia la musica si perdono i pensieri, si aprono altri mondi e altri scenari. Quando vibra la prima nota, si fa silenzio nel Palabrunello di Rossano Veneto, tacciono le voci, si spengono i discorsi. Sul palco i dieci musicisti hanno iniziato il concerto. Intorno a loro lo staff dell’associazione che da alcuni anni organizza l’evento: Bealive. Bea come Beatrice, la sorella di Roberto Zaninelli, vicepresidente, prematuramente scomparsa nel 2012, prima della trasferta in Svizzera, un dolore ancora vivo nel cuore di tutti. Si chiamano Wit Matrix, in questa serata sono accompagnati per alcuni brani  dal grande chitarrista Cesareo, e amano la musica dei Pink Floyd al punto di farne il loro cavallo di battaglia. Wit Matrix, due parole non inventate ma con un senso profondo. Loro sono i ragazzi in ricerca, in sperimentazione, in cammino verso nuove sonorità. Timidamente ma con prepotenza affacciati ad un mondo musicale che può solo accoglierli. Sono bravi i Wit Matrix, hanno certamente una marcia in più nel loro DNA e hanno anche una dote rara che si chiama umiltà. Abbracciano i loro strumenti con maestria, dimostrando di conoscere bene il mondo dell’insuperabile gruppo rock a cui fanno riferimento.  Mirko Zanotto, Lead Vocal, immerge il pubblico nella sua voce calda e potente e fa sognare. Another Brick in the Wall, un altro mattone da abbattere nel muro dell’omologazione e dell’arroganza. Hey Teacher, siamo qui, siamo diversi, siamo vivi. Il pubblico applaude, batte il ritmo, canta insieme a loro. E’ sold out il palazzetto, il maltempo ha costretto tutti a ripiegare in esso; in Parco Sebellin, dove era stato programmato, pure le stelle si sarebbero fermate ad ascoltare. Shine on You Crazy Diamond, continua a brillare pazzo diamante. E continuate a brillare ragazzi, il talento c’è, c’è passione, c’è capacità di comunicare, c’è pathos. E voi avete tutti i numeri per diventare dei grandi.