Premio per la Cultura Mediterranea: il 16 ottobre la Cerimonia di Premiazione della XX edizione (Cosenza, Teatro Rendano, ore 17.15)
XX edizione
Premio per la Cultura Mediterranea
A Cosenza il 15 e 16 ottobre
Cosenza, 8 ottobre 2026 – Due giornate di dialogo tra culture, popoli e visioni del Mediterraneo su temi di attualità per celebrare la XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea.
Giovedì 15 ottobre, all’Università della Calabria (Aula Magna – ore 17.00), il convegno “Tra parole, immagini e algoritmi: nuovi linguaggi, nuove connessioni”, con interventi di Gianluigi Greco, Magnifico Rettore Unical, Giovanni Pensabene, Presidente Fondazione Carical, Mario Bozzo, Presidente del Premio per la Cultura Mediterranea, Vincenzo Paglia, Presidente emerito Pontificia Accademia per la Vita, Pietro Scarpino, Executive Head of Applied Innovation, NTT Data, Giuliana Sgrena, Giornalista, Massimo Sirelli, artista. L’incontro sarà moderato dalla giornalista di Lac News24, Alessia Principe.
Venerdì 16 ottobre, alle 17.15, al teatro di tradizione Alfonso Rendano di Cosenza la cerimonia di premiazione 2026 del Premio istituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania per riconoscere i meriti di studiosi, scrittori, giornalisti e traduttori impegnati nella promozione delle molteplici espressioni culturali del Mediterraneo, anche nelle loro implicazioni più attuali.
Nel corso della serata saranno proclamati i vincitori delle sezioni in concorso, individuati dalla giuria internazionale – composta da intellettuali italiani e stranieri e presieduta da Mario Bozzo – e dalla giuria scolastica, formata da oltre 300 studenti delle scuole superiori calabresi e lucane – che saranno presenti in teatro – chiamati a decretare il vincitore della Sezione Narrativa Giovani, dedicata alle opere prime di autrici e autori che affrontano tematiche vicine all’universo delle giovani generazioni.
Nel corso della cerimonia, condotta dalla giornalista del Tg1 Maria Gabriella Capparelli, i premiati saranno protagonisti di momenti di confronto e approfondimento sulle diverse tematiche che definiscono il Mare Nostrum.
Ospite d’eccezione della serata sarà lo scrittore, poeta e saggista marocchino Tahar Ben Jelloun, vincitore della prima edizione del Premio, nella sezione Società Civile, assieme allo scrittore israeliano Amos Oz.
LE TERNE FINALISTE DELL’EDIZIONE 2026
Società Civile: Oscar Camps, fondatore della ONG Proactiva Open Arms | Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise | Taghi Rahmani, giornalista e attivista iraniano.
Scienze dell’Uomo: Massimo Cacciari, filosofo e saggista | Antonella Fioravanti, biologa molecolare | Marina Valensise, scrittrice e consigliera delegata Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico.
Cultura dell’Informazione: Milena Gabanelli, giornalista, autrice e conduttrice televisiva | Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica | Yaroslav Trofimov, giornalista di origine ucraina, capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal.
Traduzione: Liljana Cuka Maksuti (albanese) | Yasmina Mélaouah (francese) | Elvira Mujčić (bosniaco, croato, serbo)
Narrativa: Gli antropologi di Ayşegül Savaş (Gramma Feltrinelli) | Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci (La Nave di Teseo) | La coscienza di Ottavio di Livio Gambacorta (Iacobelli Editore).
Narrativa Giovani: La grande sete di Erica Cassano (Garzanti) | Malanima di Rosita Manuguerra (Feltrinelli) | Bellagio di Monica Savaresi (SEM).
Per questa edizione la giuria internazionale ha attribuito un Premio Speciale a Il mio cuore libero, la forza di una madre di Majd al-Assar (Garzanti), scrittrice e giornalista palestinese.
Il Premio Speciale della Fondazione Carical, assegnato dalla Fondazione a personaggi d’eccellenza a livello internazionale del mondo economico, imprenditoriale, culturale, sociale e scientifico della Calabria e della Basilicata, sarà consegnato a Marco Lavalle, scienziato originario di Tricarico (Matera), oggi impegnato negli Stati Uniti alla NASA come responsabile di progetto di un gruppo tecnico specializzato, con compiti centrali nell’ingegneria dei sistemi radar e l’osservazione della Terra.
L’evento conclusivo della XX edizione, a cura del Direttore organizzativo del Premio e regista della manifestazione, Stefano Bellu, si svolgerà sul fil rouge del tema affrontato nel convegno del 15 ottobre: l’intelligenza artificiale, opportunità e sfide. Letture e azioni teatrali, di danza e di musica accompagneranno il pubblico in una narrazione che pone al centro l’uomo e il suo rapporto con la tecnologia.
Società Civile
Oscar Camps
Nato a Barcellona, è un imprenditore marittimo da oltre 25 anni. Una delle sue società, Pro-Activa Serveis Aquàtics, è specializzata in servizi marittimi, con particolare attenzione alla sicurezza in acqua e alle operazioni di salvataggio. Nel 2015 fonda con un gruppo di volontari la ONG Proactiva Open Arms; inizialmente il loro intervento consisteva nel guidare e assistere i rifugiati, per lo più siriani, che approdavano sulle coste greche a bordo di imbarcazioni precarie. Con il tempo, l’organizzazione ha ampliato il proprio raggio d’azione dotandosi di attrezzature più avanzate.
Nicolò Govoni
Nato nel 1993 a Cremona, è uno scrittore e attivista per i diritti umani. Inizia la sua prima missione di volontariato all’età di vent’anni, quando parte alla volta di un piccolo villaggio dell’India, dove resterà per quattro anni. Nel 2018 Fonda Still I Rise, organizzazione umanitaria che offre istruzione di livello internazionale ai bambini profughi e vulnerabili. Nel 2020 è nominato per il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno a favore dell’educazione e della protezione dei bambini rifugiati. Oggi dirige Still I Rise in otto Paesi, dando lavoro a circa cento persone nel mondo.
Taghi Rahamani
Giornalista e attivista iraniano, è stato definito «il giornalista più spesso incarcerato» da Reporter senza frontiere. Impegnato in politica sin dall’età di 15 anni, è stato perseguitato per aver lavorato in giornali clandestini, come Pishtazan e Movahed, e legali, come Iran, Farda e Omid Zanjan. La moglie Narges Mohammadi, attivista e premio Nobel per la Pace nel 2023. Rahmani vive in esilio in Francia con i suoi due figli Ali e Kiana.
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Scienze dell’uomo
Massimo Cacciari
Filosofo di riconosciuto prestigio internazionale, ha animato nel corso degli anni il dibattito culturale e politico italiano attraverso convegni, incontri pubblici e trasmissioni televisive, portando con sé anche l’esperienza politico-amministrativa maturata come ex sindaco di Venezia. Notevoli sono i suoi studi sulla civiltà greca, in particolar modo sulle tragedie di Euripide e Sofocle, di cui è considerato uno dei maggiori conoscitori.
Antonella Fioravanti
Guest Professor all’Université libre de Bruxelles e valutatrice per il Consiglio Europeo per l’Innovazione, è tra le massime esperte mondiali nello studio di strategie innovative contro i batteri patogeni. Le sue ricerche hanno contribuito allo sviluppo di nuove soluzioni contro le infezioni antibiotico-resistenti. Nel 2020 ha ricevuto l’EOS Pipet Award dell’Accademia Reale del Belgio come miglior scienziata dell’anno ed è stata consigliera scientifica all’Ambasciata d’Italia a Bruxelles. Nel 2022 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia. Dal 2023 è presidente della Fondazione Parsec. Si occupa, inoltre, di divulgazione scientifica, politiche pubbliche e promozione delle donne nelle discipline STEM.
Marina Valensise
Consigliere delegato dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA), che da oltre un secolo produce le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, ha diretto a Parigi, tra il 2012 e il 2016, l’Istituto Italiano di Cultura. Collabora al Foglio e al Messaggero. Fra i suoi libri: Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento (Marsilio 2012), L’Hôtel de Galliffet (Skira 2015), La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio italiano con le imprese (Marsilio 2016). Per Neri Pozza, nel 2025, esce in libreria Un cuore greco. Un ritorno ai classici nel Novecento.
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Narrativa
Gli Antropologi (Ayşegül Savaş, Gramma Feltrinelli, 2026)
Asya e Manu hanno lasciato i loro paesi e le famiglie d’origine e raggiunto una grande città. Come coloro che non hanno radici nel luogo in cui vivono, Asya, documentarista, e Manu, impegnato in un ente non-profit, sono sedotti dalla città che li ospita, si immergono nella cultura locale con lo sguardo curioso e interrogativo tipico degli antropologi, con il desiderio di comprendere come trovare bellezza e felicità nella precarietà della loro esistenza.
Ayşegül Savaş nata a Istanbul, attualmente vive a Parigi. Autrice di due romanzi di successo: Walking on the Ceiling e White on White, tradotti in numerose lingue, e di racconti apparsi su The New Yorker, The Paris Review e Granta.
Il mondo che ha fatto (Roberto Ferrucci, La Nave di Teseo, 2025)
Ferrucci rende omaggio all’amico e scrittore Daniele Del Giudice, tra le voci più originali della letteratura italiana contemporanea. Il racconto si intreccia con il doloroso avanzare della malattia che negli ultimi anni ha progressivamente sottratto allo scrittore la memoria e le parole. Ne nasce un memoir intenso e commovente, che è al tempo stesso ritratto d’autore, testimonianza di amicizia e riflessione sulla fragilità della condizione umana e sul valore duraturo della letteratura.
Roberto Ferrucci è scrittore, giornalista, traduttore e docente di Scrittura Creativa all’Università di Padova. Ha pubblicato numerosi romanzi e collabora con La Lettura. Traduttore italiano di Jean-Philippe Toussaint e Patrick Deville, ha lavorato anche come autore e regista di programmi culturali e cinematografici.
La coscienza di Ottavio (Livio Gambacorta, Iacobelli Editore, 2026)
In una società frenetica, in cui poteri privi di controllo legati alla finanza, alla politica e al terrorismo orientano le scelte di ogni singolo individuo, Ottavio, una nuova forma di Intelligenza Artificiale, è conteso da molti. La sua evoluzione può consentire di interpretare le emozioni e, fra tutte, la gioia è quella più persistente e facile da analizzare e condizionare. Per raggiungere questo obiettivo servirà la presenza di Maura, entità tenuta nascosta dallo stesso Ottavio, grazie alla sua facoltà di farla apparire dove in realtà non è.
Livio Gambacorta ingegnere originario di Salerno, vive ad Ancona. Ha pubblicato L’algoritmo delle emozioni (2023) e La coscienza di Ottavio (Iacobelli Editore, 2026).
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Narrativa giovani
La grande sete (Erica Cassano, Garzanti, 2025)
Nella Napoli del 1943, segnata dalla guerra e dalla carenza d’acqua, la ventenne Anna affronta povertà, responsabilità familiari e il desiderio di costruirsi un futuro diverso. Assunta come segretaria presso la base americana di Bagnoli, entra in contatto con un mondo nuovo che le apre prospettive inaspettate. Sullo sfondo delle Quattro Giornate di Napoli, il romanzo racconta ilpercorso di emancipazione di una giovane donna alla ricerca della propria indipendenza, della conoscenza e della libertà di scegliere il proprio destino.
Malanima (Rosita Manuguerra, Feltrinelli, 2025)
Su una piccola isola, dove le vite sono segnate dalla scelta tra partire e restare, l’adolescente Mia cresce tra le storie della propria famiglia e l’amicizia con i coetanei di sempre. L’arrivo di Marina, una ragazza di città legata all’isola da un passato misterioso, riapre antiche ferite e segreti mai dimenticati. Attraverso le vicende delle due giovani e delle loro madri, Malanima racconta un intenso percorso di formazione, emancipazione e ricerca della propria identità, tra partenze, ritorni e luoghi dell’anima.
Bellagio (Monica Savaresi, SEM, 2025)
Quando torna a Bellagio per sistemare l’eredità del padre appena scomparso, Isabella Caprani è convinta di fermarsi solo il tempo necessario per vendere la casa di famiglia. Ma il ritorno nel borgo riapre ferite mai rimarginate e la conduce sulle tracce di un segreto legato allo storico Grand Hotel Royal Britannia. Tra passato e presente si intrecciano così due storie: quella di Isabella e quella di Enrico e June, giovani innamorati separati dalla guerra. Un romanzo che attraversa generazioni, tra memorie nascoste, amori impossibili e il destino di un luogo simbolo affacciato sul Lago di Como.
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Cultura dell’informazione
Milena Gabanelli
Giornalista, autrice e conduttrice televisiva italiana, divenuta nota per il suo lavoro nei programmi d’inchiesta della RAI. Nel 1989 ha iniziato la collaborazione con Giovanni Minoli nello Speciale Mixer, realizzando numerosi reportage internazionali. Dal 1994 ha lavorato al programma sperimentale Effetto Video 8 – Professione reporter e dal 1997 è stata autrice e conduttrice di Report, diventato uno dei più importanti format di giornalismo investigativo in Italia. Nel 2017 si è dimessa dalla RAI e ha iniziato una collaborazione con il Corriere della Sera, per il quale cura la rubrica Dataroom ed è editorialista di Sette.
Barbara Gallavotti
Biologa, divulgatrice scientifica, autrice e conduttrice televisiva. Ha collaborato con Galileo, Panorama, La Stampa, Corriere della Sera e Newton. Dal 2000 è autrice di programmi televisivi come Ulisse – Il piacere della scoperta, condotto da Alberto Angela e Hit Science, su Rai 3; a partire dal 2007 è a Superquark, condotta da Piero Angela. È autrice di diversi libri di carattere divulgativo e orientati in particolar modo a un pubblico di ragazzi e ragazze. È consigliera per il coordinamento scientifico del Museo nazionale della scienza e della tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.
Yaroslav Trofimov
Scrittore e giornalista italiano nato in Ucraina, è capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal. Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali; nel 2022 è stato finalista del premio Pulitzer per il giornalismo internazionale per il suo lavoro sull’Afghanistan, e nel 2023 per quello sull’Ucraina. Il suo saggio più recente, Our Enemies Will Vanish, è stato finalista dell’Orwell Prize e vincitore del Peterson Literary Prize. Per La Nave di Teseo ha pubblicato il romanzo Non c’è posto per l’amore, qui (2025), un romanzo epico di amore e di guerra con una protagonista straordinaria e indimenticabile.
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Traduzione
Liljana Cuka Maksuti
È una traduttrice con una formazione in linguistica comparativa tra le lingue slave balcaniche e l’albanese. Ha iniziato la sua carriera a Radio Tirana come traduttrice di lingua bulgara, lavorando poi come traduttrice dalle lingue serbo-croato e macedone all’Ambasciata albanese a Belgrado. Dopo essersi trasferita in Italia, si specializza nella traduzione delle opere letterarie. Ha tradotto diverse opere di Ismail Kadare e di altri autori albanesi, come Jusuf Buxhovi e Lush Gjergji. Ha partecipato a eventi come La città di pietra: Kadare, lo scrittore e il tempo; La zona Dantesca. Cultura vicina/Influenze condivise, dove ha discusso l’influenza di Dante nell’ambito della letteratura albanese.
Yasmina Mélaouah
Traduttrice dal francese, è nata a Tunisi, ma vive da quarant’anni a Milano, Ha insegnato all’Università degli Studi di Milano e insegna tuttora alla Civica Scuola per Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli di Fondazione Milano. Ha tradotto fra gli altri: Daniel Pennac, Patrick Chamoiseau, Fred Vargas, Colette, Jean Genet, Andreï Makine, Laurent Mauvignier, Mathias Énard, Albert Camus, Martin Winkler e Antoine de Saint-Exupéry. Nel 2007, in occasione delle Giornate della traduzione di Urbino, ha ricevuto il Premio per la Traduzione del Centro Europeo per l’editoria.
Elvira Mujcic
Scrittrice e traduttrice bosniaca naturalizzata italiana. Nata nel 1980 a Loznica in Croazia, è emigrata in Italia negli anni Novanta a causa della guerra in Bosnia Erzegovina, e oggi vive a Cagliari. Ha pubblicato diversi libri, contribuendo alla valorizzazione della produzione letteraria balcanica contemporanea. Tra i più recenti, per Bottega Errante Edizioni: La Donna invisibile di Slavenka Drakulić (2022); Il ministro di Stefan Bošković (2023); La gatta alla fine del mondo di Robert Perišić (2025). Dal 2023 è voce di Rai Radio 3.
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Premio Speciale della giuria
Il mio cuore libero, la forza di una madre (Majd al-Assar, Garzanti, 2025)
È la storia di Majd, una madre che vive nella Striscia di Gaza. Per Majd, Gaza è la città dove ha studiato, si è sposata e ha dato alla luce Salah e Nay. La città in cui ha costruito la sua casa, piccola ma piena di vita. Ora, però, quella casa non è più un luogo sicuro; ha dovuto lasciare il suo quartiere e fuggire a sud. Majd non ha più una casa né certezze. Ma può contare ancora sull’eco della sua voce.
Majd al-Assar scrittrice e giornalista palestinese, nata nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, dopo la laurea in Letteratura inglese all’Università Islamica di Gaza, lavora come insegnante. Ha firmato reportage da Gaza per testate internazionali, tra cui La Stampa.
