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Swing, chanson française e brani originali: Elena Andreoli e la sua band sabato 7 novembre agli Arcimboldi

Nel foyer del Teatro degli Arcimboldi il concerto della vocalist e autrice jazz Elena Andreoli, nome in ascesa della scena italiana. Con lei sul palco Paolo Tomelleri (clarinetto), Alessio Magliari (pianoforte), Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono e percussioni), Davide Galileo Parisi (chitarra e ukulele), Carlo Bavetta (contrabbasso), Alberto Traverso (batteria e cori) e Tazio Forte (fisarmonica)  

 

MILANO – Grandi classici dello swing, chanson française, pezzi immortali del canzoniere italiano, nuovi brani originali e un’incursione nelle musiche da film: è questo il cocktail del concerto intitolato The Arcimboldi Session che vedrà protagonisti la vocalist e autrice jazz Elena Andreoli e la sua band sabato 7 novembre, nel foyer del TAM di Milano, nell’ambito del festival internazionale JAZZMI (inizio live ore 21, ingresso 20 euro; prevendite su  www.ticketone.it/event/elena-andreoli-the-arcimboldi-session-tam-teatro-arcimboldi-milano-22005494 e  www.teatroarcimboldi.it/fat-event/elena-andreoli).
Elena condividerà il palco con una figura storica del jazz italiano come il clarinettista Paolo Tomelleri e altri sei musicisti di vaglia: Alessio Magliari (pianoforte), Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono e percussioni), Davide Galileo Parisi (chitarra e ukulele), Carlo Bavetta (contrabbasso), Alberto Traverso (batteria e cori) e Tazio Forte (fisarmonica). Un gruppo affiatato con il quale Andreoli darà vita a una vera e propria sessione musicale: dalla dimensione intima dei piccoli ensemble acustici all’energia della formazione completa, il concerto sarà costruito intorno alla ricerca di sonorità sorprendenti, attraverso l’incontro tra strumenti e linguaggi differenti. «Ho voluto con me musicisti e strumenti capaci di dare colori diversi alla musica – afferma la diretta interessata – Non suoneremo sempre tutti insieme. Saranno proprio gli incontri tra gli strumenti, le loro diverse personalità e le combinazioni sonore a creare le sorprese della serata. Vorrei accompagnare il pubblico in un viaggio tra Paesi, epoche e atmosfere, attraverso canzoni che, anche quando appartengono al passato, hanno ancora molto da raccontare oggi a ciascuno di noi». 
Come detto, una delle novità più interessanti della serata sarà l’esplorazione della chanson française con la riproposizione di brani come Les feuilles mortes, Que reste-t-il de nos amours?, La Mer e La vie en rose: un repertorio che Andreoli affronta attraverso una duplice ricerca, letteraria e sonora, trovando proprio nel jazz il linguaggio ideale per sperimentare nuove possibilità interpretative: «Il jazz non è un genere blindato. È fondato sull’ascolto, sull’interazione e sulla libertà espressiva ed è un linguaggio ideale per sperimentare. Nella chanson cerco nuove geometrie musicali, ma soprattutto nuove possibilità espressive della mia voce. E poi c’è la parola: come autrice sono affascinata dalla straordinaria ricchezza letteraria di questi testi, da una tradizione europea che porta con sé secoli di poesia, cultura e storia. E la storia si sente: nelle parole, nelle melodie, perfino nei silenzi. Il jazz mi permette di esplorare questo patrimonio e di restituirgli ogni volta una nuova vita».
La scaletta del concerto prevede, inoltre, riletture jazz di capolavori italiani come Estate e Volare e la riproposizione di alcuni grandi classici americani, da It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) ad All of Me. Un’altra novità, forse la più ghiotta, sarà la presentazione di una manciata di composizioni originali, composte da Elena e arrangiate da Andrea Andreoli (trombonista di fama internazionale, in tour nelle scorse settimane con il batterista Billy Cobham), che presto diventeranno un album: «Sto lavorando a canzoni che parlano del nostro tempo e che affrontano temi di attualità e sono focalizzata sulla costruzione di un linguaggio sempre più personale, nel quale convivono scrittura originale, sperimentazione e una rinnovata attenzione al rapporto tra musica e parola. Un esempio? Il brano Girl in the Mirror, che ho scritto e interpretato al cinema nella recente commedia romantica Stella Gemella del regista Luca Lucini con protagoniste Margherita Buy e Laura Morante».
L’esibizione al TAM si concluderà con uno sguardo sul futuro e, in particolare, con una riflessione sul rapporto tra l’uomo e la tecnologia, sulla transizione digitale e sull’intelligenza artificiale. Il tutto attraverso l’immaginario visionario di Blade Runner, il capolavoro cinematografico di Ridley Scott, la cui celebre colonna sonora composta da Vangelis verrà proposta in un arrangiamento inedito, realizzato appositamente per il concerto.
The Arcimboldi Session rappresenta così una tappa significativa nella nuova stagione artistica di Elena Andreoli, che la prossima primavera sarà in scena a Parigi e poi di nuovo a Tokyo, dove lo scorso aprile aveva condiviso il palco con Yosuke Sato, sassofonista giapponese già al fianco di Gregory Porter: un percorso che, partendo dalle radici del jazz, si apre a nuove geografie, nuove collaborazioni e soprattutto a una voce autoriale sempre più personale, nel segno di una ricerca musicale che non sembra conoscere confini.