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Torna Radici, il festival dell’identità coltivata, negata, ritrovata a Torino e in Piemonte

Tra il 12 e il 15 novembre a Torino e in Piemonte

 Torna Radici, il festival dell’identità
coltivata, negata, ritrovata  

Giovanni Lindo Ferretti il 6 novembre anticipa il festival; dal 12 novembre le
Radici di mezzanotte al Cinema Romano, John Niven, Andrea Marcolongo, Edgar
Reitz, Novella Calligaris, Marco Malvaldi, Domenico Quirico, Maura Gancitano,
Hauke Ritz, Gian Luigi Beccaria, Giovanni Orsina, Stenio Solinas, Igort, Anna
Katharina Fröhlich, Mario Andreose, Eleonora Marangoni, Andreea Simionel,
Federica Saini Fasanotti e altre voci tra letteratura, cinema, arte e pensiero contemporaneo

Torino, 22 ottobre 2026. Radici, il festival dedicato all’identità, torna a Torino per la sua 4.edizione, un’occasione per riflettere sui concetti di appartenenza e memoria, ma soprattutto sul rapporto con un passato che, inevitabilmente, condiziona il presente che viviamo. Il ricco calendario di eventi mette in relazione le storie personali e quelle collettive per provare a ragionare sulla distanza tra ciò che siamo stati e ciò che abbiamo l’ambizione di diventare. Da giovedì 12 a domenica 15 novembre, il festival curato da Giuseppe Culicchia e ideato dalla Fondazione Circolo dei lettori con il contributo della Regione Piemonte – Assessorato all’Emigrazione, Radici invita a riflettere sui concetti di identità, individuale e collettiva, e di memoria, interrogandosi sul rapporto tra passato e presente e sulle trasformazioni di una società sempre più complessa e omologata. Il festival, nel programma di Intelligenza Naturale, la stagione 2026/2027 della Fondazione Circolo dei lettori, si svolge a Torino al Circolo dei lettori e delle lettrici, al Cinema Romano con il film di Radici di Mezzanotte, al Circolo Ufficiali dell’Esercito per arrivare in a Frossasco, negli spazi del Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo e della Chiesa di San Bernardino.

Le anticipazioni

Il programma di Radici è preceduto da alcuni appuntamenti di anticipazione che mettono in luce i legami tra popoli, musiche e immagini: venerdì 30 ottobre (h 21), nella Chiesa di San Bernardino a Frossasco, l’Euron Ensemble porta in scena un concerto dedicato alla musica tradizionale irlandese, con Enrico Euron all’arpa celtica, Fabiana Turello alla voce, Sara Cesano al violino, Arianna Di Raimondo alla viola da gamba e Giancarlo Bonino alle percussioni.
Venerdì 6 novembre (h 18.30), al Circolo dei lettori e delle lettrici Giovanni Lindo Ferretti è protagonista dell’incontro Le mie radici: dall’Appennino a Ulan Bator passando per la DDR e ritorno, in dialogo con Marco Belpoliti. Il fondatore dei CCCP, CSI e P.G.R. ripercorre la propria storia personale e artistica, attraversando il Novecento, l’Italia e l’Europa, tra musica, teatro e viaggi.
Mercoledì 11 novembre (h 18) si torna a Frossasco, al Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo dove la fotografa Paola Agosti presenta Dalle valli piemontesi al Rio della Plata, un racconto per immagini delle comunità piemontesi emigrate in Argentina e del legame che hanno saputo mantenere con la propria terra d’origine.

Il programma, da giovedì 12 a domenica 15 novembre

Per quattro giorni il festival Radici diventa un crocevia di identità coltivate, negate, ritrovate, con incontri, lectio, pensieri che guardano al passato con consapevolezza, per costruire nuove forme di presente. Dopo le anteprime, il festival prende il via giovedì 12 novembre con due appuntamenti in contemporanea: al Circolo dei lettori e delle lettrici (h 18), la lectio di Andrea Marcolongo Dai miti classici ai supereroi spazia tra i paladini omerici e le divinità dell’antichità all’universo dei fumetti Marvel; mentre al Circolo Ufficiali dell’Esercito, sempre alle h 18, Federica Saini Fasanotti ripercorre le vicende del colonialismo italiano tra Libia, Etiopia e Corno d’Africa, a partire dal suo libro Colonie italiane in Africa (Edizioni Ares). La giornata continua al Circolo (h 18.30) con la campionessa Novella Calligaris, prima nuotatrice italiana a conquistare medaglie olimpiche, che si racconta a partire dall’autobiografia Pulce. La mia vita tra le onde (La nave di Teseo), in dialogo con Maria La Barbera. Spazio anche alla narrativa (h 19) con Andreea Simionel, che racconta il suo La ragazza d’aria (Rizzoli), in dialogo con Giulia Muscatelli. Al centro del romanzo, la storia di Aryna, quindicenne arrivata a Torino dalla Romania, sospesa tra due lingue, due culture e due identità, in un racconto che attraversa i temi dell’adolescenza e dell’appartenenza.

Venerdì 13 novembre, la seconda giornata di Radici si apre al Circolo dei lettori e delle lettrici (h 11) con La scimmia alla tastiera, un appuntamento dedicato alle scuole con Marco Malvaldi a partire dal saggio Scimmia Sapiens (Bompiani): un incontro che riflette sul funzionamento dell’Intelligenza Artificiale e sulle opportunità offerte dai chatbot. Il tema dell’Intelligenza Artificiale torna al Circolo dei lettori e delle lettrici nel pomeriggio (h 18) sempre con Marco Malvaldi e Filippo Santoni de Sio, in conversazione con Elena Miglietti dove lo scrittore e il filosofo sono protagonisti dell’incontro C’è posto per l’etica nell’IA? in una riflessione a  partire dagli errori e dalle potenzialità delle nuove tecnologie per ragionare sulle conseguenze etiche dell’Intelligenza Artificiale e sul suo impatto nella quotidianità degli utenti. Il programma prosegue (h 18.30) con Manodopera, lungometraggio d’animazione del regista francese Alain Ughetto, che interviene in videocollegamento, presentato da Enrica Capra. Realizzato in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte, l’incontro ripercorre la storia di una famiglia  costretta a lasciare la propria terra all’inizio del Novecento, intrecciando memoria familiare e storia dell’emigrazione. La riflessione si sposta sulla politica contemporanea (h 19) con Giovanni Orsina, che discute a partire da Controrivoluzione (Marsilio) in dialogo con Giorgio Ballario; al centro dell’incontro, un’analisi sull’ascesa del populismo e la crisi dell’ordine politico contemporaneo.

Sabato 14 novembre al Circolo dei lettori e delle lettrici (h 11) Eleonora Marangoni presenta Roma (Ediciclo) in dialogo con Marta Barone per un racconto dedicato alla Città Eterna, ai luoghi dell’infanzia e al rapporto tra lontananza e ritorno. Si prosegue (h 11.30) con il filosofo tedesco Hauke Ritz e il suo libro Perché l’Occidente odia la Russia (Fazi), in dialogo con Giovanni Savino, un’occasione per affrontare le radici storiche, culturali e ideologiche del conflitto tra Occidente e Russia, attraverso storia, filosofia e geopolitica. Il pomeriggio si apre (h 15) con Nina Gigante in dialogo con Valeria Fioretta e la presentazione di Supernova. Quando nasce una madre (Aboca), un’analisi dedicata alla maternità come trasformazione profonda dell’identità femminile. Spazio alla storia letteraria del Novecento (h 16) con P.P.P. VS. Ezra Pound con Luca Gallesi e Alessandro Rivali, in dialogo con Alessandro Chetta, per ripercorrere lo storico scontro tra Pier Paolo Pasolini ed Ezra Pound avvenuto nel 1967. Un dialogo tra due figure politicamente lontane, ma accomunate da una posizione critica nei confronti del consumismo, che offre l’occasione di riflettere sulle contraddizioni culturali del secolo scorso. A seguire (h 16.30), Mario Andreose presenta Un’educazione veneziana (La nave di Teseo), un racconto autobiografico che attraversa l’infanzia e la giovinezza nella Venezia del dopoguerra, in dialogo con Giuseppe Culicchia. Si torna alle radici della letteratura europea (h 17) con Stenio Solinas, che tiene la lectio Un fuoco che non si estingue, dedicata ad alcune grandi figure del Novecento, da Saint-Exupéry a Hemingway, da Céline a Malraux, accomunate da una ricerca della libertà intellettuale lontana dalle classificazioni e dai luoghi comuni. La giornata continua (h 18) con lo scrittore scozzese John Niven, in dialogo con Marco Rossari, che presenta Padri nostri (Einaudi), romanzo che racconta la storia di due padri e le sciagure del maschio contemporaneo, spaesato davanti al proprio fallimento. Sempre al Circolo dei lettori e delle lettrici (h 18.30), Marco Steiner e Fabrizio Paladini presentano i volumi Ulisse, Simbad ed Ercole, pubblicati da Cong, che riportano all’attenzione del pubblico i fumetti di Hugo Pratt e il loro rapporto con i grandi miti dell’avventura. Il programma si sposta a Frossasco al Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo, dove viene presentato (h 18.30) Oltre il Paraná. Storie italiane da Rosario alle frontiere, documentario diretto da Simona De Simone, con fotografia e riprese di Sofia Quercetti, dedicato alle comunità italiane in Argentina e alla trasmissione della memoria tra generazioni. Si torna a Torino, dove Barney’s – il Bistrot del Circolo ospita (h 19:30) L’aperitivo argentino, a cura di Alpi Empanadas. Un’occasione speciale per scoprire la tradizione gastronomica argentina e gustare l’Espresso Martini by Caffè Vergnano 1882, il celebre cocktail nato a Londra negli anni Ottanta che ha fatto conoscere l’espresso italiano in tutto il mondo. Di nuovo a Frossasco, nella Chiesa di San Bernardino (h 20.30), va in scena Merica! Una narrazione sulla migrazione piemontese del Novecento, spettacolo-conferenza di e con Paolo Tibaldi, accompagnato dalle musiche dal vivo di Giampiero Gregorio. Un racconto che intreccia italiano, piemontese e spagnolo argentino per riportare alla luce le storie dell’emigrazione piemontese verso le Americhe. In serata, si torna a Torino al Circolo per un momento di riflessione sulle guerre presenti e passate  (h 21): Domenico Quirico e Silvia Mercuriati  portano in scena Leggere Eschilo al tempo di Trump, con la regia di Monica Luccisano. Una pièce che mette a confronto il teatro classico de I Persiani di Eschilo con le cronache e gli scenari attuali tra America e Israele. 

Domenica 15 novembre, la giornata conclusiva di Radici prende il via a partire dal pomeriggio al Circolo dei lettori e delle lettrici (h 15) con Emanuele Ertola, che presenta Tracce fasciste (Laterza), in dialogo con Benedetto Camerana e con la moderazione di Giorgio Ballario. L’incontro affronta il rapporto dell’Italia contemporanea con l’eredità materiale del fascismo, tra monumenti, edifici, opere d’arte e luoghi della memoria, interrogandosi sulle scelte di conservazione, rimozione e reinterpretazione del passato. Si prosegue (h 15.30) con Gian Luigi Beccaria, che presenta La forza dell’inutile (Einaudi), in dialogo con Vittorio Coletti e Giorgio Ficara. Una riflessione sul valore delle scienze umane in una società sempre più dominata dalla tecnologia, dalla finanza e dall’Intelligenza Artificiale: la scrittrice tedesca Anna Katharina Fröhlich presenta (h 16) La tigre nel giardino (Mondadori), con la moderazione di Valentina Berengo, un romanzo che racconta il viaggio in India di una giovane protagonista, tra l’incontro con una cultura diversa e la ricerca della felicità.  Si prosegue (h 16.30) con Il significato della parola «Heimat», incontro con Edgar Reitz, in videocollegamento, e Carlo Chatrian, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. A partire dal monumentale progetto cinematografico Heimat, l’appuntamento ripercorre la storia della Germania nel Novecento e il rapporto tra memoria, appartenenza e identità. A seguire (h 17), Maura Gancitano presenta Animali narrativi (Marsilio), in dialogo con Natalia Ceravolo, un momento dedicato al ruolo delle storie nella costruzione dell’identità in un presente dominato dalle più disparate forme di narrazione. Spazio anche all’arte (h 18) con Angelo Crespi, che presiede l’incontro La bellezza residua nell’arte contemporanea, interrogandosi sull’evoluzione del concetto di bellezza, sul rapporto tra arte e mercato e sulle trasformazioni del linguaggio artistico contemporaneo. A chiudere il festival è l’incontro (h 18.30), Il ritorno di Corto Maltese, con Igort e Marco Steiner, in dialogo con Manuela Iannetti. A partire dall’opera  La casa delle orchidee bianche (Oblomov e Cong) l’evento esplora all’eredità artistica di Hugo Pratt e alla capacità dei grandi personaggi della letteratura disegnata di continuare a vivere attraverso nuove storie e nuove interpretazioni.

Radici di Mezzanotte

Anche in questa edizione, le giornate di Radici finiscono al cinema, in piena notte. Sono le Radici di mezzanotte, tre appuntamenti cinematografici che accompagnano il festival, tre film al Cinema Romano, presentati da Giuseppe Culicchia ed Enrico Verra, in collaborazione con Aiace Torino. Si comincia la prima notte di festival, giovedì 12 novembre, con My Beautiful Laundrette (1985) di Stephen Frears, ambientato nella Londra degli anni Ottanta da una sceneggiatura di Hanif Kureishi, tra tensioni razziali, differenze culturali e contraddizioni sociali nell’Inghilterra di Margaret Thatcher. Venerdì 13 novembre è la volta di Fuori orario (1985) di Martin Scorsese, una commedia nera che trascina lo spettatore in una New York notturna, surreale e imprevedibile. A chiudere la rassegna, nel sabato notte di Radici, Do The Right Thing (1989) di Spike Lee, un racconto delle tensioni razziali e dei conflitti che attraversano un quartiere di Brooklyn durante una torrida giornata estiva. 

Radici prosegue a dicembre

Il percorso del festival  termina con un appuntamento extra;  mercoledì 16 dicembre (h 17.30), al Circolo dei lettori e delle lettrici,  Marina Valensise presenta Un cuore greco (Neri Pozza), in dialogo con Christian Greco. Un incontro dedicato al rapporto tra modernità e tradizione, al valore dei classici e alla necessità di non spezzare il legame con le radici culturali che hanno contribuito a formare la nostra identità.