LA PSICOTERAPIA COME VALIDO STRUMENTO DI AIUTO NELLA SEPARAZIONE

di Elisa  Chiappinelli

La decisione di separarsi, dovrebbe poter porre fine ad una situazione infelice, ma la separazione di fatto prima e legale poi, non coincidono necessariamente con la separazione emotiva dei coniugi, anzi spesso questi due processi si verificano in tempi diversi.

Può succedere che uno dei due, in genere quello che richiede la separazione, elabori prima dell’altro il distacco ed è quindi più autonomo, mentre l’altro rimane emotivamente coinvolto e non riesce a superare quest’esperienza vissuta nella maggior parte dei casi, come un fallimento personale, uno smacco o un affronto.

L’esperienza vissuta dal partner che subisce la separazione è molto simile a quella del lutto e si articola in varie fasi descritte da molti autori (Bowlby 1979, Oliverio Ferraris 1997).

La separazione emotiva implica un processo che pone fine ai legami psicologici tra i due coniugi o che, comunque, li trasforma completamente, per questo motivo la fine di un rapporto è tra gli eventi più dolorosi e destabilizzanti che l’essere umano possa sperimentare; rappresenta infatti il crollo psichico, la fine di un “aspetto psicologico” relativo al vivere la coppia, che lentamente, i due protagonisti avevano costituito.

Il conflitto fra i partner durante la separazione può mutare drasticamente gli equilibri e gli assetti psicologici ed avere gravi conseguenze sullo sviluppo psicofisico dei figli, laddove presenti.

Le difficoltà che i coniugi incontrano nel separarsi li conduce a seguire un iter giudiziario che spesso non fa che aumentare il livello del conflitto e la scelta per una separazione giudiziale è fin troppo facilmente presa in considerazione.

È essenziale il ruolo della legge, ma spesso inconsapevolmente e loro malgrado gli avvocati di  parte si ritrovano ad essere fautori di un incremento della dimensione conflittuale: vincere o perdere diventa l’evento significativo e l’ormai ex coppia si ritrova a combattere una guerra senza esclusioni di colpi, a volte coinvolgendo i figli in diatribe infinite e costringendoli a dare prova di lealtà. In questo senso, ci si può rendere conto come il mandato conferito all’avvocato assuma anche il significato di ottenere una “vittoria” da esibire, una ragione pubblica che sottragga la persona ad un ipotetico giudizio… quasi che la “sentenza” possa essere attesa come un “diploma di meritevolezza e di non colpa” rispetto al fallimento della relazione coniugale (“L’Informazione giuridica per tutti”).

Il ruolo dello psicoterapeuta è quelli di ridurre al minimo la conflittualità, ponendo l’interesse comune al primo posto, allentando la tensione, l’ansia, la conflittualità e semplificando in questo modo i tempi ed i costi – finanziari e psicologici – della causa.

La stanza dello psicoterapeuta diviene uno spazio in cui circoscrivere le proprie sofferenza, rielaborandole e tentando un accordo durevole ed accettabile per entrambi.

Il danno deve essere ridotto al minimo per consentire una separazione meno devastante: rispetto reciproco, cooperazione, collaborazione, comunicazione efficace e risoluzione delle controversie possono essere utili per limitare gli effetti negativi su genitori e figli e possono aiutare a minimizzare il danno che viene causato da questo processo.

La psicologia è un valido strumento di aiuto nella separazione perché si pone, all’interno di una situazione di conflitto, nella prospettiva di costruzione di un nuovo programma relazionale, proprio laddove la difficoltà dei due soggetti ormai divisi, di riorganizzare la propria relazione e la propria vita in una nuova e diversa prospettiva, sembra impossibile.

I due ex coniugi dovranno imparare a relazionarsi in modo nuovo, costruendo insieme un nuovo rapporto basato tanto sul benessere individuale tanto sulla consapevolezza e coscienza del mantenimento del ruolo genitoriale, se presenti figli.

Il primo aspetto fondamentale è la consapevolezza di sapere che è possibile rinegoziare la relazione di coppia mantenendo inalterato (in alcuni casi creando ex novo o migliorando) il rapporto genitoriale.

Dott.ssa Elisa Chiappinelli –

psicologa e psicoterapeuta