COMUNICATI

«Mi piace creare esperienze immersive»: Crybe racconta il suo universo sonoro

Ciao Crybe, benvenuto su L’Edicola Delle Notizie.
Per iniziare: come descriveresti oggi la tua identità artistica e il tuo sound?
Grazie per l’invito. Oggi definirei il mio sound come un equilibrio tra elettronica contemporanea, atmosfere cinematiche e influenze Bass Music. Mi piace costruire brani che abbiano un forte impatto emotivo ma che conservino anche energia e dinamismo. Il mio obiettivo è creare un’esperienza immersiva, in cui melodia, ritmo e sound design convivano in modo naturale.

Il tuo nuovo singolo si intitola “You”. Com’è nato questo brano?
You” è nato in un periodo di grande ispirazione creativa. L’idea iniziale era raccontare il legame che si crea quando una persona lascia un segno profondo nella nostra vita. Ho iniziato lavorando su una progressione armonica molto evocativa e, da lì, il brano ha preso forma attraverso una combinazione di groove, texture elettroniche e dettagli sonori che ne hanno definito l’identità.

In “You” convivono influenze Bass Music, UK Garage ed elettronica contemporanea.
Quali sono gli artisti o le scene musicali che hanno maggiormente influenzato questa produzione?
Sono sempre stato affascinato dalla scena elettronica britannica, soprattutto per la sua capacità di innovare mantenendo una forte identità. L’UK Garage mi ha influenzato per il senso del ritmo e della dinamica, mentre la Bass Music mi ha insegnato l’importanza dell’impatto sonoro. In generale, traggo ispirazione dagli artisti che riescono a fondere ricerca, emozione e accessibilità in un unico linguaggio musicale.

 

Dopo “Ethereal Skies”, “DNA”, “Close My Eyes” e ora “You”, sembra emergere una direzione sonora sempre più definita. Come sta evolvendo il tuo percorso artistico negli ultimi mesi?
Credo che ogni pubblicazione abbia rappresentato un passo importante verso una maggiore consapevolezza artistica. Negli ultimi mesi ho lavorato molto sulla coerenza del progetto, cercando di costruire un universo sonoro riconoscibile senza rinunciare alla sperimentazione. Oggi sento di avere una visione più chiara di ciò che voglio comunicare e di come voglio farlo attraverso la musica.

Quando lavori in studio, da dove parti solitamente nella costruzione di una traccia?
Non seguo mai uno schema rigido. A volte tutto nasce da una melodia, altre da un campione vocale, da un’atmosfera o da una semplice idea ritmica. Cerco sempre di lasciare spazio all’istinto nelle prime fasi della produzione. Successivamente entro in una fase più tecnica, dedicata alla cura dei dettagli, del mix e del sound design, che considero elementi fondamentali per dare carattere a una traccia.

Per concludere: quali sono i prossimi progetti di Crybe? Possiamo aspettarci nuova musica, collaborazioni o live nei prossimi mesi?
Posso dire che ci sono diversi progetti in lavorazione. Sto producendo nuova musica e valutando alcune collaborazioni che potrebbero portare il progetto verso territori ancora inesplorati. Parallelamente sto lavorando per sviluppare maggiormente l’aspetto live, che considero una parte essenziale del rapporto con il pubblico. I prossimi mesi saranno ricchi di novità e non vedo l’ora di condividerle.

 

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