Senza colpe, in Provincia una mostra fotografica e un dibattito affrontano la condizione di disagio dei bambini costretti a vivere dietro le sbarre

Lmostra sarà inaugurata sabato 7 ottobre ore 10 in Sala Biagi ( via Ricasoli, 25- Prato). A seguire un dibattito sulla condizione minorile in carcere. Partecipano tra gli altri Claudio Caretto, presidente vicario del Tribunale di sorveglianza di Firenze e l’avvocato Gabriele Terranova, componente dell’Osservatorio carcere dell’Unione delle Camere penali italiane. Il presidente della Provincia, Calamai:« Problema intollerabile. Necessaria una soluzione legislativa che tuteli i minori»

Senza colpe” è il titolo della mostra di Anna Catalano che sarà inaugurata sabato 7 ottobre ore 10 nel palazzo della Provincia di Prato in sala Biagi (via Ricasoli, 17- Prato). Un percorso in 24 scatti che immortala la vita dei bambini all’interno degli istituti a custodia attenuata per madri detenute. Un racconto toccante e suggestivo per immagini della dimensione psico-fisica e relazionale dei bambini, costretti a vivere in carcere. La mostra è promossa dal Lions Club Montemurlo ed ha il patrocinio della Provincia di Prato, del Comune di Montemurlo, dell’ordine degli avvocati di Prato, della Camera penale di Prato, del Comitato pari opportunità degli avvocati di Prato, della Commissione regionale per le pari opportunità e del Leo Club. «Secondo i dati del ministero della Giustizia, sono 28 i bambini che vivono in carcere con le loro mamme che sono 25 in tutto. Dati in aumento rispetto a questa primavera quando ad aprile ho visitato la mostra fotografica a Napoli ed ho proposto alle socie ed ai soci del mio club, di portarla in Toscana», racconta Elisa Chiappinelli, psicoterapeuta e presidente del Lions Club Montemurlo che ha voluto con forza portare a Prato la mostra di Anna Catalano e che ha subito incontrato il sostegno e l’appoggio del presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai. «I bambini che vivono in carcere rappresentano una realtà tremendamente disumana, che attraverso questa mostra fotografica vogliamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica. – commenta il presidente Simone Calamai – È importante mantenere alta l’attenzione su questo problema intollerabile, che da tempo è alla ricerca di una soluzione legislativa definitiva che tuteli i minori e la loro serenità».

La mostra fotografica “Senza colpe” racconta infatti la vita di quei bambini che in Italia vivono negli Istituti a carcerazione attenuata per madri, o nelle sezioni nido delle carceri tradizionali, che consente alle detenute di portare i propri figli con sé in carcere, per cercare di tutelare il rapporto genitoriale e insieme espiare la pena inflitta per il reato commesso. Nelle sezioni nido sono accolti i bambini fino ai tre anni, da questa età la detenzione con prole può essere ammessa negli Istituti a carcerazione attenuata fino al compimento del sesto anno. Per un bambino trascorrere mesi o addirittura anni in carcere è nocivo. I bambini sanno che fuori da quelle mura esiste un’altra vita e l’alternanza tra queste due realtà alimenta delle dinamiche complesse che richiedono loro un grosso sforzo di adattamento continuo tra libertà e reclusione, generando malesseri nella sfera psico emotiva.«Non potevamo restare ciechi di fronte alle immagini di bambini che subiscono l’assurdità di voler rieducare una donna condannando suo figlio – continua Elisa Chiappinelli – Attraverso la mostra vogliamo suscitare un dibattito ed una reazione di coraggio e decenza per mettere questo tema fra le priorità della politica». Proprio sabato mattina, 7 ottobre alle ore 10, dopo il taglio del nastro della mostra fotografica, nella sala consiliare della Provincia si svolgerà un interessante dibattito a cui partecipa l’onorevole Paolo Siani, firmatario di una proposta di legge, approvata lo scorso 30 maggio 2022 dalla commissione giustizia della camera, purtroppo la chiusura anticipata della XVIII legislatura ha impedito che la proposta passasse in Senato. Il disegno di legge si propone di valorizzare l’esperienza delle case famiglia, oggi solo due su tutto il territorio nazionale considerate da tutte la vera soluzione al problema dei bambini in carcere, portando inoltre lo Stato a finanziarle. Intervengono inoltre il presidente della Provincia, Simone Calamai, la fotografa Anna Catalano che racconterà il suo progetto, Francesca Basaneri, presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Toscana, Giovanni Bonanni, consigliere dell’Ordine degli avvocati, Sara Biffoni, consigliera della commissione pari opportunità dell’ordine degli avvocati di Prato, Claudio Caretto, presidente vicario del Tribunale di sorveglianza di Firenze e l’avvocato Gabriele Terranova, componente dell’Osservatorio carcere dell’Unione delle Camere penali italiane.

Tutti gli Istituti a carcerazione attenuata, cinque in totale in Italia, (Torino, Milano, Venezia, Cagliari e Lauro) pur se concepiti in apparenza a misura di madre e bambino, dovrebbero essere impiegati come una soluzione provvisoria, utili quindi a valutare misure di detenzione alternative, ma sono diventati troppo spesso “La” soluzione per un periodo di tempo indefinito, e un modo per le detenute di vivere un tipo di detenzione meno dura per loro, ma dalle conseguenze incalcolabili per i loro figli.

La partecipazione al dibattito è libera e gratuita. La mostra fotografica sarà visitabile, durante gli orari di apertura del palazzo Banci Buonamici, fino al prossimo 22 ottobre

Sonsponsor privati della mostra Co.Edil srl, Duesse srl, Estetica Simona di Batistini Simona, Opera Prima Prato, Panvini Centro Servizi Roma; con il contributo di Gabriella Vitiello, Rosaria Nappi.

ANNA CATALANO (1981) è una fotografa professionista indipendente. Dal 2018 sta sviluppando il progetto fotografico “Senza Colpe”. Collabora con aziende, ONG, Università, Istituzioni, redazioni giornalistiche. I suoi lavori sono stati pubblicati su Io Donna del Corriere della Sera, Internazionale, Marie Claire, Elle, Donna Moderna, Dove Viaggi, Focus Scuola, Will-Ita, Io e il mio bambino, Nostrofiglio.it di Mondadori, The COVID Visual Project catalogo fotografico internazionale per la creazione di un archivio storico permanente sulle conseguenze del COVID-19.