Umberto Nardi pubblica il libro “A tu per tu con il cielo”
Un’opera provocatoria e visiva, nata da una selezione di scritti lunga trent’anni

La poesia non sempre nasce nei salotti letterari; a volte si fa strada tra i pavimenti delle fabbriche, i vicoli bui dell’emarginazione e le sfide più dure dell’esistenza. Lo sa bene lo scrittore trevigiano Umberto Nardi, che propone al pubblico il suo potente libro “A tu per tu con il cielo”, pubblicato in un’elegante e ricca edizione da Youcanprint. L’opera rappresenta il culmine di un percorso di scrittura iniziato a diciotto anni, una lunghissima e rigorosa scrematura di vita vissuta e gettata su carta, visionata, corretta e impreziosita dalla prefazione regalo della stimata poetessa veneta Patrizia Riscica.
Secondo la lucida disamina di Riscica, i versi di Nardi esplodono in una rabbia provocatoria per denunciare una società ammalata e infiltrata da miasmi tossici, dove le persone si trascinano avide e dove i furbi rubano le aspettative dei deboli, costretti a morire metaforicamente dentro sacchi della spazzatura. In questo scenario ostile, il dolore dell’anima sfocia in una preghiera profonda nella sua purezza, dove la figura di Cristo viene rintracciata in ogni sofferenza terrena, e l’invocazione diventa una richiesta di sopportazione per le proprie debolezze. Eppure, la poesia di Nardi sa anche ammorbidirsi, trasformando i toni beffardi e irriverenti in carezze romantiche e messaggi di assoluta dolcezza, specialmente quando la figura femminile perde ogni traccia di tensione rancorosa per farsi sacra, terrena e profumata come una rosa mischiata alla terra. In definitiva, Patrizia Riscica ci invita a leggere questo libro con spregiudicatezza, lasciandoci trasportare da una scrittura scomoda, realista e cinica, ma allo stesso tempo pervasa da una malinconia che tocca le corde più intime del pensiero.
Dietro la nascita del libro si celano aneddoti singolari e scelte coraggiose che ne marcano lo spirito ribelle. Pensato inizialmente con una copertina in cui la modella avrebbe dovuto indossare un giubbotto di pelle, il volume è andato in stampa con uno scatto decisamente più audace e provocatorio, tanto da spingere il fotografo a chiedere l’anonimato, e alcuni lettori a interrogarsi provocatoriamente sulla natura erotica dell’opera. Contro ogni classico consiglio editoriale, Nardi ha voluto osare un vero e proprio esperimento artistico, inserendo all’interno del testo numerose immagini e fotografie per creare un dialogo serrato tra parola e visione. Il risultato è un volume prezioso, dedicato a chi cerca nella letteratura una verità senza filtri.
La sinossi dell’opera rivela un intricato mosaico di personaggi che camminano per la vita senza una meta precisa. A guidare i loro passi, come un fantasma evocato e complice tra le pagine, c’è lo sguardo disincantato di Charles Bukowski. In questo cammino poetico appaiono anche i grandi martiri e profeti della musica rock: icone del calibro di Jim Morrison, Bon Scott e Roger Waters diventano veri e propri compagni di viaggio a cui il poeta si rivolge direttamente per invocare ispirazione, chiedere consiglio o, più semplicemente, trovare un porto sicuro in cui sentirsi meno solo.
Centrale in tutta la raccolta è la figura femminile, indagata in ogni angolo della sua complessa essenza. La donna viene osservata con sguardi d’amore e desiderio, ma anche attraverso le lenti della rabbia e del timore. Emerge così un viscerale conflitto tutto maschile tra il bisogno di possesso, il rancore del rifiuto, il rispetto e la passione. Non si tratta solo dell’ossessione carnale per il corpo, ma dell’antico mistero umano di essere accolti, protetti e accuditi da una donna che, nel corso delle liriche, assurge a potente metafora di una protettiva “Madre Terra“.
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Umberto Nardi nasce a Treviso il 2 ottobre 1965, all’interno di una tipica realtà operosa veneta, figlio di un maestro falegname e intagliatore e di una madre casalinga. Dopo gli studi liceali nella sua città natale, Nardi impatta precocemente con la dura realtà del lavoro in fabbrica, un ambiente che segnerà profondamente la sua sensibilità. È proprio in questo periodo che l’urgenza della scrittura bussa alla sua porta: i suoi primi testi vengono notati da professori, amici e storici scrittori trevigiani, che lo spronano immediatamente a pubblicare. La vita, tuttavia, lo costringe a percorrere sentieri tortuosi, affrontando dure battaglie personali contro varie forme di dipendenza che per lungo tempo lo allontanano dalla retta via. Proprio in quel limbo di sfide e successivi recuperi, Nardi impara a conoscere l’umanità degli ultimi, dei reietti e degli sbandati, accumulando un immenso e prezioso materiale umano che diventerà la linfa vitale delle sue poesie. Ritrovata con fermezza la giusta strada, l’autore ha riordinato i suoi scritti dando vita a questo primo volume. Oggi Umberto Nardi vive da solo, saldamente ancorato alla sua passione letteraria, ed è già pronto a dare continuità al suo viaggio artistico con la prossima pubblicazione del suo secondo attesissimo libro, dal titolo emblematico “Di cani sciolti e di altre storie”.
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